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 2017  maggio 05 Venerdì calendario

Ferrari, profitti record

Trimestre da record per la Ferrari, che tra gennaio e marzo ha messo a segno un utile netto adjusted di 124 milioni di euro, in crescita del 60,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. I ricavi netti sono saliti del 21,5% a 821 milioni (+20,4% a cambi costanti). L’ebitda adjusted è ammontato a 242 milioni, con un margine che si colloca al 29,5% (30,1% al netto delle coperture valutarie), in miglioramento del 36%.
L’ebit adj è balzato del 46% a 177 milioni, con un incremento del margine al 21,6% (22,3% al netto delle coperture valutarie). L’indebitamento industriale netto è sceso a 578 milioni dai 653 milioni di fine dicembre, soprattutto grazie alla generazione di free cash flow industriale.
Le vetture consegnate hanno superato quota 2 mila (a 2.003), con una crescita di 121 unità (+6,4%). Questo risultato è stato trainato da un aumento del 50% delle vendite dei modelli a 12 cilindri (V12), in parte compensato dalla riduzione del 3% degli 8 cilindri (V8). La forte performance dei V12 è stata guidata dalla Gtc4Lusso, da LaFerrari Aperta e dalla F12tdf.
Sul versante geografico, all’interno della regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), che ha registrato un’espansione dell’8,8%, hanno messo a segno una crescita a due cifre Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Le Americhe sono migliorate del 4,2%, il resto della regione Asia Pacifico del 4% e Cina, Hong Kong e Taiwan (su base aggregata) hanno registrato un +3,2%.
Il Cavallino rampante ha confermato le previsioni per il 2017 che parlano di consegne pari a circa 8.400 veicoli, incluse le supercar, di ricavi netti superiori a 3,3 miliardi, di un ebitda adjusted oltre i 950 milioni e di un indebitamento industriale netto a 500 milioni.
Intanto l’a.d. Sergio Marchionne ha confermato che rimarrà alla guida della società fino al 2021.
Piazza Affari ha festeggiato i numeri trimestrali: il titolo ha guadagnato il 5,68% a 73,50 euro. In particolare, i dati dell’ebitda adj e dell’utile netto adj sono superiori al consenso degli analisti.