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 2017  maggio 05 Venerdì calendario

Diritto & Rovescio

Per fortuna che l’argomento non ha fatto presa. Ma ci sono rimasto molto male a sentire un illustre (e navigato) economista, nei confronti del quale ho stima da sempre (che resta), sostenere che uno dei motivi di crisi dell’Alitalia è l’ostinazione, da parte di irresponsabili centri di potere, nell’attuare l’Alta velocità ferroviaria che ha tolto alla compagnia aerea il traffico sulla linea Milano-Roma. Secondo questa tesi, pur di conservare la rendita di posizione dell’Alitalia, non si sarebbe dovuta realizzare l’Alta velocità che invece ha il merito di aver raccorciato un paese troppo lungo, rendendo vicine grandi agglomerazioni un tempo separate. Tra Bologna e Firenze c’è oggi un viaggio di mezz’ora. Torino dista da Milano un’ora e Bologna altrettanto. Fra pochi mesi si andrà da Milano a Roma (centro città su centro città) in due ore e 20 minuti. Non fare l’Alta velocità sarebbe stato come aggredire i robot. Era Alitalia che doveva adattarsi al nuovo mezzo, cambiare obiettivi, scegliere di modificarsi. Ma non l’ha fatto.