Gazzetta dello Sport, 5 maggio 2017
La legittima difesa vale solo di notte
Il mondo politico, gli intellettuali, i giudici e gli avvocati sono chiamati a un grande dibattito nazionale, al termine del quale avremo finalmente capito che cos’è la notte.
• Mi sembra una brutta giornata.
No, la legge sulla legittima difesa appena approvata dalla Camera, e che aspetta adesso l’esame del Senato, stabilisce che chi è aggredito in casa e spara e magari uccide è senz’altro dalla parte della ragione solo se il fatto è avvenuto di notte. Tutt’al contrario sarà posto sotto inchiesta e indagato, specialmente per capire se era davvero in un «grave stato di turbamento psichico», se l’ammazzamento o il ferimento sono avvenuti di giorno. Quindi la discussione è aperta: che cosa si intende, esattamente, per «notte»?
• Via, la smetta.
No, sono di quelle questioni per le quali i nostri avvocati e i nostri politici (figure sempre più spesso coincidenti) vanno in brodo di giuggiole. Sono le 21.59 e mi entra uno in casa. Ci sono i bambini piccoli, mi spavento e lo ammazzo. Le 21.59 sono notte o non sono notte? Magari sono notte al Nord e non sono notte al Sud. Oppure: se non sono notte le 21.59 saranno almeno notte le 22.00? I nostri padri del Medio Evo s’accapigliavano intorno al sesso degli angeli, e allo stesso modo ci toccherà affrontare la questione della notte o non notte per via della scemenza di chi ci governa.
• Badi che la cosa la so anch’io: in Francia c’è una legge che concede l’attenuante proprio quando l’ammazzamento da parte dell’aggredito in casa avviene di notte.
Le risponderebbe il più semplice degli uomini: se lei vede uno che si butta dalla finestra, si butta dalla finestra anche lei? C’è poi da farla così lunga con i francesi? Si rende conto che uno di quei due che abbiamo visto l’altra sera sarà tra poco presidente della Repubblica, e con un sacco di poteri? Aveva ragione Gioberti che detestava «galli e italogalli».
• Sarebbe ora che la facesse finita e raccontasse bene il fatto.
Il fatto è questo: è capitato troppe volte che un ladro penetri in una casa o in un magazzino, che il padrone di casa o del magazzino lo scopra, e che poi - secondo sequenze diverse - lo ammazzi. L’uomo che ha sparato per difendersi dall’incursione rischia parecchio e anche se i dati forniti proprio ieri dal sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore mostrano che «le vittime indagate sono in tutto 123, di cui il 90% assolte» resta il fatto che almeno una quindicina sono condannate, spesso non solo alla galera ma anche a risarcimenti cospicui. Col che si continua a dare la sensazione che lo Stato tuteli meglio il malvivente del cittadino onesto. Il Pd ha preparato un testo frutto di sofferenze e compromessi, al suo interno e con l’alleato Alfano. La nuova legge (che, ripeto, deve ancora essere approvata dal Senato) dice che la legittima difesa può essere riconosciuta alla vittima «come reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte». O anche per «il grave turbamento psichico» che si può verificare «in situazioni di pericolo per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale». In definitiva, notano i giuristi (per esempio Carlo Federico Grosso), la legge risulta inutile, perché la vittima che s’è difesa sparando sarà comunque sottoposta a indagine o per la faccenda della notte o per stabilire se era gravemente turbata nella psiche. L’unico fatto veramente nuovo è che se per caso, al termine di un procedimento inevitabile, sarà assolto, tutte le spese legali saranno a carico dello Stato.
• Com’è andata la votazione?
225 sì, 166 no e 11 astenuti. Hanno votato a favore Pd, Ap, Civici e innovatori. Contrari M5s, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Mpd, Sinistra Italiana-Possibile. Cioè i contrari stanno sia a destra che a sinistra. A sinistra per una questione antica di garantismo assoluto («È un pastrocchio del Pd e un arretramento sul piano della civiltà giuridica», ha detto Francesco Laforgia, capogruppo dei bersanian-dalemiani di Mdp), a destra perché, a parer loro, la legge «è poco, troppo poco». Berlusconi, all’inizio favorevole, poi ha votato contro. Salvini - che non è eletto alla Camera - s’è sistemato a Montecitorio in tribuna e al momento della votazione s’è messo a gridare «Vergogna! Vergogna!» rivolto all’aula. I commessi l’hanno portato via e lui ha tenuto il suo comizio a Montecitorio: «Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria». Lo ascoltavano leghisti che indossavano magliette con la scritta «La difesa è sempre legittima», «Io sto con le vittime». Dall’altra parte, Walter Verini, del Pd, ha detto: «Si tratta di un provvedimento serio a tutela dei cittadini, che irrobustisce il concetto di legittima difesa ma all’interno dei princìpi della civiltà giuridica e della Costituzione». Bastava solo che aggiungesse: di notte.