la Repubblica, 4 maggio 2017
Più licenza di sparare contro i ladri di notte No di FI al patto Pd-Ap
ROMA La vittima di una rapina, se avviene di notte, potrà sentirsi giuridicamente più garantita se uccide l’aggressore. Il suo «grave turbamento psichico», cioè la sua paura, sarà tenuta in debito conto. Se indagato, ma assolto, si vedrà rimborsare le spese legali. La Camera vota oggi la nuova legittima difesa. Ieri lunga maratona a Montecitorio. Come anticipato daRepubblica,un nuovo testo mette d’accordo Pd e alfaniani. Infuria l’opposizione. Berlusconi ufficializza il netto no di Forza Italia perché la nuova legittima difesa «lascia margini eccessivi alla discrezionalità dei giudici» e perché «non è adeguata al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che gli italiani si attendono, una legge che tuteli le persone per bene aggredite». Il relatore renziano David Ermini ironizza su un Berlusconi «che non conosce neppure il suo testo del 2006 e tantomeno il nostro». Furibonda la Lega, Nicola Molteni grida «vergogna» e sfida il Pd «davanti alle vittime». Vittorio Ferraresi ufficializza che M5S voterà contro «un pasticcio legislativo scritto coi piedi». Il ministro della Famiglia Enrico Costa, sempre in aula, lo definisce invece «un passo avanti molto convincente».LEGITTIMA DIFESA 2006
Bisogna partire dalla legge del 2006 di Berlusconi e Castelli per capire che cosa cambia. Dice l’articolo 52 del codice penale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa». Parliamo di una violazione di domicilio in cui sia stata usata «un’arma legittimamente detenuta o un altro mezzo per difendere la propria o altrui incolumità o i beni, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione». Il ladro entra in casa, tenta la rapina, la vittima può reagire per difendersi, a patto che la sua reazione non sia superiore all’aggressione soprattutto se «vi è desistenza», cioè il ladro fugge.
VITTIME INDAGATE
Con questa legge, a oggi, come spiega il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, «le vittime indagate sono in tutto 123, di cui il 90% assolte». Ma il punto è che sono finite lo stesso sotto indagine. Questo rifiuta la vittima di una rapina, finire sui giornali come indagato. Per questo la Lega presenta una legge sulla «presunzione assoluta di non colpevolezza». Chi si difende non deve finire sotto processo. L’Idv raccoglie oltre 2 milioni di firme su un testo simile. Il Pd contrappone maggiore considerazione per la vittima che si trova in uno stato di «grave turbamento psichico».
NUOVA AUTO DIFESA
No, dice il Pd, il Far West non è possibile. La licenza di uccidere tanto meno. Il Guardasigilli Andrea Orlando preme per lasciare tutto com’è. Ermini lancia l’idea di non toccare l’articolo 52, ma di agire su un altro, il 59, quello che regola le circostanze di un delitto. Prevede che la colpa della vittima «è sempre esclusa quando l’errore (cioè la sua reazione alla rapina) è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione (cioè il ladro che entra in casa)». Quindi il «grave turbamento» giustifica anche una reazione armata.
VITA IN PERICOLO
La formula non basta all’ala dura della maggioranza, gli alfaniani chiedono di più. Per questo ieri la commissione presieduta dalla Pd Donatella Ferranti firma un’aggiunta, il «grave turbamento psichico» si può verificare «in situazioni di pericolo per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale». Significa che la reazione armata è conseguenza della certezza di vedere la propria vita in pericolo, minacciata fisicamente o addirittura sessualmente.
AGGREDITI DI NOTTE
Ma non basta ancora. I centristi pretendono che cambi anche l’articolo sulla legittima difesa. Il Pd cede. Si amplia ancora il concetto di legittima difesa, che può essere riconosciuta alla vittima come «reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte». Così è scritto nella legge francese, ma già giuristi e magistrati si chiedono che voglia dire quel “di notte”.
VIOLENZA E MINACCIA
Con l’obiettivo di evitare un’iscrizione nel registro degli indagati ecco un’altra aggiunta: la reazione della vittima è altresì giustificata se c’è «violenza allepersone o alle cose» e se la rapina avviene «con minaccia o con inganno». Molte parole, forse troppe, al punto che perfino il leghista Molteni si lascia scappare un «qui forse stiamo complicando troppo le cose pure per i magistrati ».
SOLDI ALLE VITTIME
Passa l’emendamento del Pd Walter Verini, rimborsi delle spese legali alle vittime indagate ma assolte. L’unica cosa concreta e utile della legge. Che dovrà affrontare la tagliola del Senato.