La Stampa, 4 maggio 2017
La blogger appassionata di cimiteri che organizza visite per i bambini
«La civetta nella cultura popolare è simbolo di lutto e di disgrazia, mentre la mitologia classica l’associa alla dea della sapienza attribuendole qualità quali la chiarezza e la razionalità: è un animale che vede dove altri non vedono ed è la sensibilità che cerco di suscitare e sollecitare passeggiando tra le tombe». Portare luce, occhi nuovi e conoscenza in quello che comunemente è il luogo delle tenebre per definizione. È quello che fa con entusiasmo e rigore Manuela Vetrano, 35 anni, guida turistica e operatrice museale, che dal 2012 ha aperto il blog «La civetta di Torino», una suggestiva e affascinante raccolta di notizie, storie e immagini legate principalmente al Monumentale, ma con frequenti divagazioni sui cimiteri più interessanti dentro e fuori l’Italia. «È una passione che ho sviluppato fin da bambina, accompagnando la nonna sulla lapide del nonno defunto e che non ho mai conosciuto. Ma ho sempre visto il cimitero con occhio positivo: uno spazio, ordinato e colorato, curato e rispettoso, esteticamente bellissimo, dove viene ricordata la vita delle persona. E non solo: il camposanto è un libro aperto sulla città, dove s’intrecciano l’arte e la storia, l’architettura e i protagonisti del passato. Chi ama Torino non può non amare il cimitero: è il custode della propria identità». Cosa significa la raffigurazione di un melograno? Perché è stata disegnata una tartaruga? Qual è l’uccello del paradiso? Quali sono le parole d’amore celate tra gli epitaffi? Il Monumentale diventa la seconda casa per Manuela, che di tomba in tomba, tra nomi illustri e nomi di perfetti sconosciuti, ricostruisce biografie e avvenimenti, studia i dettagli e approfondisce le origini di statue e decorazioni, ideando itinerari tematici e visite a tema. «Si scopre la città al contrario: la tomba, il luogo di approdo per una persona, diventa il punto di partenza per il nostro viaggio nel tempo. Si cammina con calma, accompagnati dal silenzio delle pietre e delle sculture, dei caratteri impressi nel marmo e del ricordo». Tra le tappe obbligate, che tutti vogliono vedere, la tomba dei giocatori del Grande Torino, insieme a quelle di Edmondo De Amicis, Primo Levi e Silvio Pellico. «Ma c’è chi mi ha segnalato persone sconosciute che ora ho inserito nel percorso, come per esempio le sorelle Bollito, per anni campionesse internazionali di dattilografia. O quella della Santa della Barca, una sedicente guaritrice morta negli Anni 80». Nella top ten dei nomi più richiesti e assolutamente da non perdere, come indicato in uno degli articoli del blog, figurano poi Massimo D’Azeglio, l’inventore delle conserve e dei pelati Francesco Cirio, il discusso padre della criminologia Cesare Lombroso, il comico Erminio Macario, il cantante Fred Buscaglione e il Premio Nobel Rita Levi Montalcini. E tra le novità in cantiere c’è anche un tour per bambini, intitolato «Saltellando di tomba in tomba», in programma sabato prossimo e ideato in collaborazione col portale www.10100bimbi.it «È un esperimento credo unico nel suo genere, per trasmettere anche ai più piccoli l’idea che il cimitero non è un luogo di paura, ma un luogo di memoria, di vita e dove si possono imparare un sacco di cose. Andremo a vedere un sarcofago egizio, scopriremo la figura di San Giorgio con il drago e ammireremo il mausoleo del tenore Francesco Tamagno, la tomba più grande del Monumentale. Con curiosità e arguzia. Come vere civette».