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 2017  maggio 01 Lunedì calendario

Yannick Bolloré, il matrimonio del delfino

Martedì 25 aprile l’assemblea generale di Vivendi è stata più calma del previsto, le proposte di Vincent Bolloré – dalla strategia alla remunerazione dei dirigenti – sono passate tutte, compreso l’ingresso del figlio Yannick Bolloré nel consiglio di amministrazione del gigante francese dei media, approvato con il 71% dei voti. Il 37enne Yannick guida già il gruppo pubblicitario Havas, e la sua presenza in Vivendi diventa la possibile chiave per un’acquisizione totale. Il gruppo Bolloré detiene il 60 per cento del capitale di Havas e il 20,66 (ma con il 29 per cento dei diritti di voto) di Vivendi, e durante l’assemblea un’azionista ha chiesto all’amministratore delegato di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, se un avvicinamento con Havas sia nei piani della dirigenza. «Un progetto del genere avrebbe senso – ha risposto Puyfontaine – ma non c’è un calendario preciso, non è all’ordine del giorno». Oltre tre quarti degli azionisti hanno approvato la proposta di comprare altre azioni Havas nello spazio dei prossimi 26 mesi. Il giorno dopo, le dichiarazioni di Yannick Bolloré all’assemblea di Havas sono sembrate confermare queste scenario, e renderlo forse più vicino nel tempo. «Non ci sono attualmente discussioni tra i due gruppi – ha messo le mani avanti Yannick Bolloré —, ma certamente abbiamo un azionista in comune (il gruppo Bolloré, ndr)». E poi ha aggiunto: «In effetti entrambi i gruppi lavorano nel campo della comunicazione. E i contenuti sono importanti per tutta l’industria pubblicitaria e quindi per Havas, e Vivendi è uno dei migliori produttori e distributori di contenuti». Inoltre, «i dati dei consumatori sono importanti per Vivendi e Havas ha una grande esperienza nell’analizzarli».

Un’Opa in arrivo?
Le parole dei vertici di Vivendi e Havas hanno provocato un balzo delle azioni Havas in Borsa, e una fonte citata da Reuters come affidabile e bene informata parla di un’Opa, entro l’anno di Vivendi nei confronti di Ubisoft (l’azienda produttrice di videogiochi della quale detiene già il 25%) e di Havas, un modo per diversificare le attività di Vivendi e «dissipare i dubbi degli investitori su una strategia che appare confusa, con risultati non eccezionali e una performance deludente in Borsa». In questo quadro la figura di Yannick Bolloré diventa centrale: in Havas, in Vivendi e nello stesso gruppo Bolloré, dove oggi contende al fratello minore Cyrille il ruolo di erede principale. Il padre Vincent ha già annunciato che andrà in pensione il 17 febbraio 2022, giorno del bicentenario del gruppo, lasciando ai quattro figli la società ereditata a sua volta nel 1980. Per il momento il 31enne Cyrille si occupa di trasporti e logistica, Yannick di Havas, Sébastien (39 anni) delle auto elettriche, campo che condivide con Marie, 28 anni, che è anche membro del consiglio di amministrazione di Mediobanca.
Una sposa contro
Le ultime vicende sembrano assegnare a Yannick un ruolo crescente. Lui non si tira indietro, forte di una personalità non comune: capace di ottenere la fiducia di un padre non troppo indulgente seguendo le sue orme, e allo stesso tempo di ricavarsi degli spazi di indipendenza, per esempio nella vita personale. Nel 2006 Yannick Bolloré ha sposato Chloé Bouygues, nipote di Martin, patriarca di un’altra grande famiglia del capitalismo francese (Bouygues è il colosso dell’edilizia e delle infrastrutture). Ma Bolloré e Bouygues sono in conflitto insanabile o quasi dal 1998, quando il primo gruppo tentò di prendere il controllo del secondo. Si narra che quando Yannick annunciò al padre Vincent l’intenzione di sposare Chloé, il genitore si sia lanciato nella parodia di un famoso sketch dell’umorista francese Muriel Robin su un promesso sposo nero e le domande angosciate di una famiglia d’altri tempi: «Una Bouygues? Veramente? Ma solo un po’ Bouygues o proprio molto Bouygues?». Il giorno del matrimonio, Martin Bouygues non si presentò alla cerimonia confermando un odio alla Capuleti e Montecchi. Vincent Bolloré invece conservò il buon umore, e nel suo discorso dette la sua benedizione alla coppia dicendo «almeno è sicuro che si tratta di un matrimonio d’amore». Soprattutto, Yannick Bolloré ha saputo ottenere ottimi risultati in affari.
Popolare
Due mesi dopo il matrimonio ha lasciato la sua società di produzione WY per entrare nel gruppo Bolloré occupandosi della programmazione del canale tv Direct 8, allora con un’audience confidenziale. «Amo le cose molto popolari – ha detto Yannick a Les Echos —. Quello che piace a me di solito piace anche agli altri».
E in effetti Direct 8 è diventato un caso di scuola, portato a esempio come il maggiore successo del digitale terrestre francese. In particolare con un evento, la finale Francia-Stati Uniti di calcio femminile che il 13 luglio 2011 ha tenuto davanti agli schermi oltre tre milioni di telespettatori. Il giovane Bolloré anche così si è fatto la fama di manager solido grazie agli ottimi studi, ma con una sensibilità popolare che gli permette di sentire i gusti del pubblico, qualità fondamentale nel settore della pubblicità e dei media. Buon giocatore di tennis, Yannick Bolloré è un grande appassionato di calcio che tiene in ufficio una maglia autografata di Pelé, e il pallone di un PSG-Barcellona del 2013. Cattolico praticante, ama accompagnare le quattro figlie a scuola ogni mattina, come suo padre faceva con lui e i fratelli. Questo è il probabile momento della sua affermazione definitiva, il tempo della presa di responsabilità magari nell’ambito di una fusione tra Havas, sesto gruppo di pubblicità al mondo e secondo francese dietro a Publicis, e Vivendi. Intanto, a gennaio Yannick Bolloré ha rafforzato il suo dominio in Havas acquisendo anche le funzioni dell’ex numero due Andrew Benett, che la lasciato la società dove era entrato nel 2004.
 Benett è riuscito a creare un gruppo integrato riunendo sotto un’unica struttura gli Havas Villages i vari mestieri della comunicazione. La sua missione si è conclusa e «gli facciamo i migliori auguri per altri successi nei prossimi progetti», ha detto un Yannick Bolloré sempre più padrone della situazione.