Il Messaggero, 4 maggio 2017
Ambulante muore fuggendo, é tensione
ROMA Uno dei tanti blitz della polizia municipale sul ponte Fabricio dell’Isola Tiberina, nel cuore di Roma, contro i venditori abusivi. Sono da poco passate le 11, gli ambulanti scappano, lasciando la merce per terra. Poco dopo le 12.30, a seicento metri, in via Beatrice Cenci, vicino al Ghetto, l’ambulanza soccorre un senegalese di 53 anni, Maguette Niang, agonizzante. I medici tentano di rianimarlo, ma è tutto inutile. Sul marciapiede resta una macchia di sangue. Il referto parla di arresto cardiaco. I connazionali protestano e bloccano il Lungotevere, si alza la tensione. Ma dai primi riscontri l’uomo è morto per arresto cardiaco. Infarto.LA RICOSTRUZIONE
Corre sul posto il vicecomandante della polizia municipale, Antonio Di Maggio. Mentre è in macchina chiama i suoi uomini e urla: «Ditemi cosa è successo». La ricostruzione dei vigili, confermata da diverse testimonianze: è vero, c’è stata una operazione contro gli ambulanti abusivi, tra l’Isola Tiberina e Ponte Garibaldi. Sono intervenuti sei agenti, tre macchine, gli ambulanti sono fuggiti e hanno lasciato la merce a terra, solo uno è stato portato al comando. Non risultano inseguimenti, è probabile che il senegalese sia morto per un infarto. «Nel primo municipio da tempo abbiamo dato l’ordine di non inseguire gli ambulanti, è pericoloso per gli stranieri ma anche per i turisti. Siamo molto rattristati per la morte del senegalese, ma non abbiamo causato in alcun modo il decesso», spiega Di Maggio. In via Beatrice Cenci, la macchia di sangue segna il punto dove è caduto Maguette, accanto a un blocchetto di cemento che sostiene la rete di un cantiere. «Erano da poco passate le 12.30 mi sono affacciata e ho visto quell’uomo a terra, proprio davanti alle vetrine del negozio di arredamento – racconta una signora che ha le finestre che si affacciano sulla strada -. In pochi attimi sono arrivate due auto della polizia e l’ambulanza. Gli operatori hanno tentato di tutto, ma non c’è stato nulla da fare. Quando hanno coperto il corpo con il telo ho capito la tragedia». I medici del 118 che hanno prestato soccorso e constato il decesso hanno scritto «arresto cardiaco». La procura ha disposto l’autopsia e aperto un fascicolo contro ignoti (senza ipotesi di reato). Attende una relazione dai vigili urbani e saranno visionate le immagini delle telecamere della zona. La Questura conferma la versione della polizia municipale: «In merito al decesso del cittadino senegalese, tale evento non è in alcun modo collegabile alle operazioni della Polizia locale. Le testimonianze raccolte dagli investigatori della Squadra mobile e del commissariato Trevi concordano sul fatto che l’uomo, è stato visto accasciarsi al suolo mentre si trovava da solo. È da escludere che il decesso sia derivato da azione di terzi». I connazionali della vittima però non credono a queste ricostruzioni. Una settantina di senegalesi, molti ambulanti ma anche esponenti della comunità perché Niang era molto conosciuto, dopo che si diffonde la notizia della morte accorrono sul Lungotevere, protestano, inveiscono, piangono. Bloccano il traffico e accusano (ma solo per sentito dire, non ci sono testimoni diretti): «Lo hanno inseguito, lo hanno fatto cadere e così Niang è morto, lo hanno anche travolto con la moto guidata da un vigile in borghese». Sono arrabbiati, molto arrabbiati, gli agenti della questura provano a calmarli e li convincono a liberare la strada, promettendo loro che ci sarà una indagine e che potranno manifestare il giorno dopo. Maguette Niang, 53 anni, viveva a Tor Sapienza, era tornato da un mese dal Senegal dove ha tre mogli. Dioup (che poi è stato portato al comando dei vigili) insiste: «Ci sono testimoni che lo hanno visto, è stato inseguito con la moto, così è morto». «I vigili ci inseguono sempre in borghese con i motorini» racconta Jackson. Aboubakar Soumahoro, senegalese dell’Usb insiste: «C’è un brutto clima, chiediamo giustizia e verità». LE POLEMICHE
L’assessore al Commercio, Adriano Meloni, ha parlato a nome del Campidoglio: «Sono certo che le autorità competenti compiranno tutti gli accertamenti necessari per stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto. Il mio cordoglio va ai familiari di Maguette e alla comunità senegalese». Marco Palumbo, consigliere comunale Pd, attacca la sindaca: «Assistiamo sgomenti all’assordante silenzio del sindaco Raggi. Non una frase per spiegare quanto avvenuto». Attacca anche Davide Bordoni (Forza Italia): «In un anno di Campidoglio ha permesso la proliferazione del fenomeno dell’abusivismo». Stefano Fassina, Sinistra Italiana, ha presentato una interrogazione al Ministero dell’Interno.