La Stampa, 3 maggio 2017
Lusso, eleganza e follia una notte di Gala al museo
Il Met Gala è l’evento mondano dell’anno a New York: la serata di beneficenza per il Costume Institute, il dipartimento di moda del Metropolitan Museum si tiene sempre il primo lunedì di maggio. Dal 1995, quando è diventata presidente la direttrice di Vogue Anna Wintour, il Costume Institute è un’attrazione di punta del museo. Alcune delle sue mostre, come quella su Alexander Mc Queen del 2011 e sulla moda cinese del 2015, sono state tra le più visitate nella storia del museo. Quest’anno la mostra è sulla stilista giapponese Rei Kawakubo, fondatrice della casa di moda d’avanguardia Comme des Garçons.
Il gala
Il gala, che lo scorso anno ha raccolta 13,5 milioni di dollari per l’istituto, è stato creato nel 1949 da Eleonor Lambert, una promotrice di arte, come serata filantropica per l’alta società di New York. È spesso comparato agli Oscar, con un red carpet esagerato e un parterre invidiabile che oltre al mondo della moda e dello spettacolo, include atleti, politici e uomini d’affari. Il costo del biglietto parte dai trenta mila dollari (275 mila per un tavolo), ma non bastano i soldi per garantire l’accesso. I seicento ospiti sono invitati personalmente, e la signora Wintour ha potere assoluto su chi partecipa e chi no. Non tutti pagano, molte case di moda invitano celebrità, e le scortano sul red carpet. Le mises dei vip fanno spesso omaggio al tema della mostra: quest’anno per esempio Rihanna sfoggiava un intricato abito bozzolo di petali multicolori di tessuto di Comme des Garçons e Katy Perry un abito rosso gotico con velo e strascico creato da John Galliano per Maison Margiela. La Perry, insieme a Pharrell Williams, la modella Gisele, e il marito Tom Brady, erano padrini dell’evento accanto alla Wintour vestita da Karl Lagerfeld per Chanel Couture.
I look
Tra gli altri look scenografici, il vestito di Versace in oro di Blake Lively con piume di pavone per la coda, e quello mozzafiato di Gianbattista Valli indossato dall’attrice Lily Collins con bustier nero e una drammatica gonna di tulle rosa. Sensuali le sorelle Jenner, Kendall in una mise trasparente di La Perla che lascia poco all’immaginazione, e Kylie con un abito di Versace in rete metallizzato con applique di fiori e frange. Non mancano i look bizzarri, come lo spolverino di Ralph Lauren con lungo strascico indossato dalla star di Quantico Pryanka Chopra e i pantaloni stivali di Balenciaga adocchiati su Selma Hayek e la modella Lily Aldridge. Zendaya indossa un un largo abito con stampe di pappagalli multicolori di Dolce e Gabbana, e Jennifer Lopez, che debutta al braccio la nuova fiamma, la star del baseball A Rod, è in un sofisticato abito azzurro di Pierpaolo Piccioli per Valentino. Un lungo abito nero con scollatura e balze per Dakota Johnson in Gucci, e una tuta di rete nera metallica ultra aderente genere Cat Woman di Alexander Wang per Gigi Hadid. Chic e minimalista Gwyneth Paltrow in un lineare Calvin Klein rosa, che torna al Met Gala dopo averlo criticato anni fa come «noioso e affollato», perché presto parte la sua collaborazione con la Wintour per una nuova rivista di benessere.
Grandi assenti
Hanno fatto notizia anche i personaggi assenti del red carpet, in particolare Sarah Jessica Parker, che non ha mai saltato l’appuntamento negli ultimi dieci anni, Beyoncé e Lady Gaga. Assente anche il Presidente Donald Trump, un altro habitué della serata, che aveva chiesto la mano a Melania nel corso della serata del 2004.
Se il red carpet è in diretta tv, la serata è chiusa alle telecamere con divieto assoluto di postare sui social media, costringendo gli ospiti a scattare selfie di gruppo nei bagni del museo. Dopo il cocktail, un tour della mostra, e la cena seduta, i vip hanno festeggiato fino a notte tarda con un concerto dal vivo di Katy Perry (nelle edizioni precedenti c’erano state Lady Gaga e Beyoncé). La festa continua con after party nei locali di New York come lo Standard Hotel e la discoteca 1 Oak.
La mostra
Rei Kawakubo: Comme des Garçons: Art of the In-Between, che apre al pubblico domani, è la prima mostra monografica su uno stilista vivente da quella su Yves Saint Laurent del 1983. Considerata una delle stiliste più influenti del XX secolo, Kawakubo è nota per la continua reinvenzione della forma del corpo femminile. I 150 indumenti in mostra, realizzati del 1980 ad oggi sembrano sculture, pure opere di arte surrealista. Ad inaugurare la mostra e dare tributo alla reclusa Kawakubo, Caroline Kennedy, ex ambasciatore Americano in Giappone, e membro d’onore del comitato direttivo dell’istituto (come sua madre Jackie negli Anni Settanta). Spiega alla conferenza stampa: «La gente a Tokyo indossa i vestiti seguendo la sua immagine, superando le regole, ispirati dalla libertà che gli ha dato di esplorare qualcosa di nuovo».