la Repubblica, 3 maggio 2017
L’amaca di Michele Serra
Nell’impossibilità di rispondere alle grandi domande della vita, ci si accontenterebbe di quelle piccole. Ma neanche scendendo di calibro è facile rispondere. Come spiegare, per esempio, la decisione del sindaco fascista di Nardò, signor Mellone, di votare alle primarie del Pd? E di farlo, come dire, non a sua insaputa, ma in seguito ad accanita campagna elettorale (pro Emiliano) e appassionata partecipazione, recandosi alle urne (del Pd) con codazzo di camerati. Perché? Non è, giuro, una domanda polemica. Pagherei tre euro (uno in più dei due richiesti per votare alle primarie) per sapere perché. Per far ridere gli amici? Perché gli piaceva una scrutatrice? Perché voleva sputare sulla scheda? Perché è bipolare, e da sempre una parte di lui è accanitamente partecipe delle sorti della sinistra? Perché a Nardò sono spiritosi da tempi non sospetti? Per il puro gusto di rompere le balle?
Guardate che non è facile rispondere: nemmeno per il signor Mellone. Perché se io mi presentassi a casa sua, verso mezzogiorno, dicendogli che voglio assolutamente stabilire il menù della sua famiglia, mi inviterebbe giustamente a farmi gli affaracci miei. E dunque: perché lui non si fa i suoi?