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 2017  maggio 03 Mercoledì calendario

Progetto Uber per i taxi volanti

Tempo tre anni e Uber sarà in grado di mostrare i suoi taxi volanti. Sì, la società americana di noleggio auto con conducente sta lavorando all’avveniristico progetto delle vetture volanti insieme ad una serie di partners. Il primo volo sarà nel 2020 a Dallas e a Dubai in occasione della prossima Esposizione universale secondo i piani della piattaforma californiana riportati da Le Monde.
Per Uber il futuro del trasporto urbano sarà una rete composta da diverse centinaia di velivoli elettrici particolari, a mezza strada fra l’aereo e l’elicottero, capaci di decollare e atterrare in verticale, secondo quanto ha scritto Uber nel Libro bianco che ha pubblicato qualche mese fa, a ottobre 2016.
Questi velivoli permetteranno di percorrere gli 80 chilometri che separano San Francisco da San Josè in 15 minuti. In autostrada il viaggio può durare anche fino a due ore, a seconda del traffico. I voli urbani, nel progetto di Uber, intendono sostituire i lunghi spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro e soltanto in un secondo tempo saranno previsti anche voli fuori città.
In occasione del lancio la società americana pensa di proporre prezzi simili a quelli di Uber X, il proprio servizio di trasporto fra privati. L’auspicio, però, è quello di ridurre in tempi rapidi i costi per i propri clienti. Per arrivarci scommette sui velivoli che si guidano da soli, senza conducente, nei cieli come sulle strade. Il progetto delle vetture volanti è la prossima tappa naturale per Uber, riporta Le Monde e andrà a completare la sua attuale offerta a buon mercato nei centri urbani, ma meno adatta per le distanze maggiori. In questo modo Uber intende raggiungere il proprio obiettivo: essere un’alternativa più conveniente rispetto all’acquisto e alla manutenzione di una vettura privata.
Per realizzare i velivoli volanti Uber ha siglato cinque accordi di partenariato. Fra questi anche con il costruttore brasiliano di aeromobili Embraer e il fabbricante Usa di droni Aurora. Altri due accordi sono stati ufficializzati con dei promotori immobiliari per gestire le piattaforme verticali di decollo e atterraggio.
L’interesse per i velivoli volanti è crescente e coinvolge un numero sempre maggiore di società. Più di una decina stanno lavorando alla realizzazione di prototipi. Il 24 aprile, la startup americana Kitty Hawk, sostenuta finanziariamente da Larry Page, uno dei due fondatori di Google, ha pubblcato un primo video di Flyer, una sorta di moto equipaggiata con due galleggianti e capace di volare sull’acqua.
Infine, la società tedesca Lilium ha diffuso le immagini del primo volo di prova realizzato ad aprile a Monaco. E la società slovacca AeroMobil ha aperto ai preordini per la propria vettura convertibile dotata di ali ripiegabili. Prezzo di vendita: 1,3 milioni di euro. Inoltre, Airbus, che ha creato nella Silicon Valley un laboratorio dedicato a questi apparecchi, sta lavorando ad almeno tre progetti e conta di effettuare il test di prova prima della fine dell’anno. E la cinese E-Hang, che produce droni, promette di lanciare dei taxi volanti già a luglio.
Numerose sfide restano da risolvere dopo aver dimostrato l’affidabilità di questi apparecchi per ottenere l’autorizzazione a volare. Una questione fondamentale è poi quella dell’autonomia. La maggior parte di questi veivoli monta batterie agli ioni di litio, insufficienti per le lunghe distanze e la ricarica richiede troppo tempo, incompatibile con un servizio di trasporto ad alta frequenza. Da risolvere anche il problema del rumore che potrebbe costituire un freno per ottenere l’autorizzazione a volare nei cieli delle città.