Il Messaggero, 1 maggio 2017
Nairo prenota la corsa rosa
ROMA È la settimana del grande ciclismo in rosa perché venerdì partirà il Giro del Centenario. Una corsa listata a lutto per la scomparsa del vincitore del 2011, Michele Scarponi, morto tragicamente in allenamento. L’Astana, proprio in onore del suo capitano, ha deciso di non rimpiazzarlo e correrà con soli 8 elementi. «Ogni giorno la presenza di Michele sarà viva e la onoreremo dando sempre battaglia, come piaceva fare a lui e come lui ci ha insegnato», ha dichiarato il team manager Alexander Vinokurov. L’Astana dovrà anche rinunciare all’altro capitano, Fabio Aru, per un problema al ginocchio. Una beffa per il campione sardo dal momento che il Giro prenderà il via proprio dalla sua Sardegna, il 5 maggio, con 3 tappe che si svolgeranno sull’isola. Dalla Sardegna la carovana si trasferirà sull’altra isola per toccare i luoghi di Vincenzo Nibali, vincitore della scorsa edizione e candidato alla maglia rosa finale. In Sicilia è previsto anche il primo arrivo in salita, sull’Etna, che darà una fisionomia già importante alla classifica.
IL PERCORSO
La seconda scossa arriverà in Abruzzo, con il traguardo in quota sul Blockhaus, che precederà la prima cronometro. Il tracciato di snoderà attraverso 3.572 chilometri, con 4 arrivi in salita, 5 tappe di alta montagna, 6 per velocisti e 2 cronometro individuali: la prima in Umbria, nelle zone terremotate, la seconda a Milano che chiuderà il Giro e che potrebbe risultare decisiva ai fini della generale. Un percorso selettivo, con tante salite impegnative e con lo Stelvio-Cima Coppi, da ripetere 2 volte nel giorno del tappone, il 23 maggio, dopo aver superato anche il Mortirolo. Tra le montagne più importanti il Pordoi, Giogo di Santa Maria, Valparola, Oropa, Piancavallo, Monte Grappa. Insomma, roba per scalatori veri che, però, devono saper fare bene anche nelle prove contro il tempo che non saranno lunghissime.
I PROTAGONISTI
Ecco perché il francese Pinot, già sul podio al Tour, ha deciso di fare il suo esordio al Giro d’Italia. Lo stesso discorso vale per il favorito principale, il colombiano Quintana, vincitore nel 2013 e grande avversario di Nibali. Una sfida che accenderà la corsa nei giorni più duri e che catalizzerà l’interesse del pubblico. Quintana, recente trionfatore della Tirreno-Adriatico, ancora alla ricerca del primo successo al Tour, ha deciso di ritentare la vittoria in rosa proprio in virtù di un tracciato che sembra poterne esaltare le caratteristiche mentre in Francia è stato spesso penalizzato dalle lunghissime crono. Occhio a Thomas della Sky, protagonista di un ottimo Tour, forte a crono e in grado di tenere bene in salita. Senza Froome, che corre solo in funzione della maglia gialla, sarà il capitano della Sky e avrà in Landa un compagno importante. La formazione inglese, proprio per puntare tutto su Thomas, ha sacrificato il velocista italiano Viviani. Da non sottovalutare l’olandese Domoulin, sfortunato protagonista nel 2016, che tornerà con un bagaglio di esperienza in più e con una squadra meglio attrezzata. Da tenere d’occhio anche Zakarin, Van Garderen e Dennis.
GLI ALTRI AZZURRI
Tra gli italiani, molti attesi anche lo stagionato Pozzovivo e Cataldo che, senza i capitani Scarponi e Aru, potrà avere molta libertà e curare la classifica. Numerosi e forti i velocisti al via. Su tutti i giovani Gaviria ed Ewan (entrambi ventiduenni) e l’esperto tedesco Greipel, 139 vittorie all’attivo. Mancando Viviani toccherà al campione italiano Nizzolo difendere i colori azzurri nelle volate. Poi ci saranno i soliti cacciatori di tappe che tenteranno di far saltare i piani delle formazioni dei velocisti per rendere più spettacolari i finali.