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 2017  aprile 29 Sabato calendario

Piloti e hostess costano meno

«Proposta di assunzione per prestazioni servizi di volo come Comandante». Il contratto di lavoro vede da un lato la società Brookfield Aviation International, specializzata nella somministrazione di piloti per Ryanair e dall’altro la Blue Wings, «società – recita il documento – con sede legale a Malta in Merchant Street, 5/1». La Blue Wings è stata creata dallo studio romano di consulenza fiscale Settepassi. È una società creata per tre piloti Ryanair che la compagnia ha inserito in organico. Il modello studiato dalla compagnia irlandese prevede che solo il 30% dei piloti (e di hostess e stewart) sia personale assunto da Ryanair. Il restante 70% transita da società di somministrazione come Brookflield, Storm Aviation e Dorato Aviation (per le hostess le selezioni le conduce un’altra società: la CrewLink). E soprattutto da società a responsabilità limitata come Blue Wings in cui il pilota deve pagarsi le tasse da sé, il trattamento di fine rapporto e anche i versamenti contributivi all’Inps sia per la propria parte, sia per quella relativa al datore di lavoro. Nel caso in questione si tratta di una triangolazione tra Malta, Italia e Irlanda in cui il pilota è italiano – e per questo deve aprirsi autonomamente una posizione contributiva alla Gestione Separata Inps – la compagnia è irlandese e la società creata per assumere Comandanti è a Malta, per godere del miglior trattamento fiscale.
Per capire come Alitalia è finita sull’orlo del fallimento conviene partire da qui. Al netto degli errori manageriali l’arrivo delle compagnie lowcost nel trasporto aereo ha ribaltato da cima a fondo anche la politica dei compensi relativi al personale di bordo. Un pilota assunto direttamente da Ryanair (quindi meno di uno su tre), con 75 ore di volo al mese guadagna 4.200 euro. Ma chi è costretto ad aprire una srl prende un reddito inferiore del 50% se la apre in Italia (tra tasse e contributi). Se la apre a Malta l’aliquota prossima allo zero gli permette solo di versare il 27,72% all’Inps. Un pilota di Alitalia, fino ad ora, primo ufficiale, percepisce tra i 5.500 e i 6.600 euro al mese a seconda degli anni di anzianità. Al netto di tasse e contributi che portano il costo per l’azienda ad oltre 10mila euro. Nel caso di un Comandante di volo, con oltre 15 anni di anzianità, il salario netto sfiora gli 11mila euro mensili, quello di un Comandante Ryanair i 6.300, ma è ciò vero in minima parte. Perché nelle compagnie low-cost quasi nessuno arriva a 15 anni di anzianità. Sia in Ryanair dove il turn-over è altissimo, sia in Easyjet, sia in Norwegian Airlines che, va precisato, non utilizzano lo schema delle scatole societarie per assumere piloti.
Per hostess e stewart la situazione non appare diversa. Anche qui Ryanair usa un modello che potremmo definire ad esternalizzazione diffusa. Le selezioni di questi mesi a Bologna, Catania, Milano, Roma e Napoli della CrewLink, società che lavora per conto di Ryanair, rilevano che gli assunti godono di un incentivo mensile di 1.200 euro per i primi sei mesi. Soltanto dopo un anno, se superano tutti i test, vengono promossi in organico a 30mila euro lordi al mese. Una Ral più bassa delle altre compagnie aeree lowcost e ovviamente delle compagnie tradizionali. Alitalia veleggia sui 35mila, più bassa comunque di Lufthansa e Air France. Così si scopre che la nostra ex compagnia di bandiera ha già un costo del lavoro in linea con le concorrenti. Anzi sui costi operativi dell’azienda incide soltanto per il 16%, contro il 22% di Lufthansa e il 20% di Air France. In Ryanair però il costo del lavoro è sotto l’8%.