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 2017  maggio 01 Lunedì calendario

Migranti, Berlino vuole il primato della sua cultura

Un Paese ha una cultura dominante: non bisogna avere paura di dirlo. Persino in Germania, Nazione che quando parla di cultura-guida cammina sui gusci d’uovo. Armato di questa convinzione, di fronte al gran numero di immigrati arrivati negli ultimi anni e in vista delle elezioni di settembre, il ministro degli Interni Thomas de Maizière, ha riproposto ieri in modo forte la questione della Leitkultur, sostanzialmente la cultura leader. È stato subito accusato da alcune opposizioni di negare il multiculturalismo. In effetti, proprio questo ha fatto.
In un articolo sulla Bild della domenica, de Maizière ha sostenuto che ci sono sì i diritti fondamentali della Costituzione, la difesa della dignità umana, la democrazia, la lingua. Tutto bene, sostiene, ma c’è anche qualcosa che è caratteristico della cultura tedesca, che la differenzia da quella di altri Paesi (che pure hanno la loro, aggiunge). È un dibattito che in Germania ha almeno una dozzina d’anni ma che ripreso oggi da un esponente influente del partito di Angela Merkel è destinato a fare discutere. Nell’articolo, il ministro cita quelli che sono a suo parere dieci punti cardinali che danno l’ossatura alla cultura dominante tedesca. Quello che può fare i titoli dei giornali è «Non siamo burka», nel senso che «mostrare la faccia è espressione della nostra coesistenza democratica». Ma c’è altro. L’istruzione e il riconoscimento della meritocrazia. La presa d’atto della storia tedesca e quindi la difesa indiscutibile del diritto di Israele a esistere. La centralità della cultura, da Goethe a Bach. La difesa di tutte le religioni nel «primato assoluto» delle leggi dello Stato. La consapevolezza di essere parte dell’Occidente e del ruolo della Nato nel difendere la libertà della Germania.
Thomas De Maizière dice che la cultura non può essere imposta per legge. Propone però che i contenuti della Leitkultur siano inseriti nelle cento ore di orientamento che si tengono nei corsi di integrazione per gli immigrati.
Coraggioso: non sono concetti facili da sostenere, in Germania.