Oggi, 4 maggio 2017
Myriam Catania: faccio un figlio con uno sconosciuto (e sono felice)
Roma, aprile. E niente: all’improvviso piove questo “coso” grigio, tutto impiastricciato di placenta...
«Oddio, ma è orendo».
Che si muove a caso, come un cucciolo di pterodattilo.
«E te lo mettono qui subito (si indica il petto, ndr), appena esce, mentre si muove come ha detto lei? Oddio mi verrà un colpo».
E non le dico il cordone ombelicale: pare una fune di seppie intrecciate tra loro.
«Ho capito: dirò a Quentin di restare fuori dalla sala parto».
Myriam Catania ha chiesto alla persona sbagliata di raccontarle «l’attimo esatto in cui l’anima diventa corpo e vede la luce». È una domanda interessata: siamo agli sgoccioli di una gravidanza che arrotonda il carattere («Mai stata così calma») e la bellezza, senza toglierle un grammo di una simpatia senza eguali, almeno tra le attrici italiane. Quentin, per inciso, è il quasi papà: 36 anni, parigino, titolare di un lavoro complicatissimo da descrivere, suo fidanzato da 13 mesi e convivente da poche settimane.
In fondo, mi perdoni la sincerità, sta facendo un figlio con un uomo che conosce appena. Non è un rischio?
«Invece è bello che questo bimbo sia arrivato subito, sull’onda di un amore nuovo. Non l’abbiamo cercato: io sono convinta che sia l’anima a decidere il momento giusto per “incarnarsi” e nascere. E credo anche che quell’anima si scelga i genitori: spero che il bambino si abitui a una mamma come me».
In effetti, lei ha fama di donna complicata: egocentrica, casinista, fin troppo libera.
«Esagerato! La verità è che io e Luca (Argentero, suo marito fino al 2015, ndr)...».
Alt! Io ho la consegna di non parlare di Argentero.
«E chi gliel’ha data?».
Il suo agente.
«Ma non c’è nulla di male: io odio il gossip disinformato e fine a se stesso, non il confronto leale, aperto. Le dicevo: io e Luca eravamo molto diversi».
Di carattere?
«Soprattutto nei ritmi. Lui girava cinque film all’anno, lavorava tutto il giorno, era sempre via. Io restavo da sola, a Roma, dove ho un “botto” di amici: sono una che vive, che esce, che guarda. che tocca, ma sempre nel rispetto del mio compagno. Tutta questa mia “energia” è stata tradotta dai giornali con una sola parola: “traditrice”».
Per il bambino avete scelto un nome francese: Jacques.
«Come il nonno di Quentin, il capo di una famiglia sterminata, che assomiglia un po’ alla mia e a quella di Lasciami per sempre (il film con cui è nelle sale: vedi box sopra, ndr)».
Come vi siete conosciuti, lei e Quentin?
«Per la prima volta, non ho dovuto prendere l’iniziativa: ha fatto tutto lui, è stato molto “maschio”. Eravamo in spiaggia, a Ibiza, io con le mie amiche, lui con la sua banda. Si è avvicinato e mi ha detto: “Vieni, ti mostro un posto pazzesco“. È diretto, aperto, coraggioso: come me. Finalmente posso condividere con qualcuno la mia esuberanza».
Luca era chiuso.
«No, solo un po’ riservato: è di Torino. Quentin, invece, è cresciuto a Marsiglia, che è la Napoli di Francia».
Che lavoro fa, il suo fidanzato marsigliese?
«Lavora in digitale, ma spiegare il suo mestiere è complicatissimo. Allora, si occupa a livello creativo... Oddio, lo chiamo, così glielo spiega lui?».
Non si disturbi: so che è un creativo applicato ai servizi bancari.
«Io sono l’antica, lui è molto smart. A parte questo, siamo anime affini, simmetriche: pensi che quando ci siamo incontrati, nel marzo del 2016, anche lui veniva dal naufragio del suo matrimonio. Anche lui, come me, aveva appena chiuso una storia di 12 anni».
E stato un colpo di fulmine?
«Da parte sua. sì. Mi ha detto: “Quando ti ho visto, mi si è fermato il cuore”. Io non ero predisposta all’innamoramento: stavo affrontando il divorzio, facendo i conti con la precarietà del mio lavoro, ma lui mi ha travolto. Sul divorzio posso precisare una cosa?».
E me lo chiede?
«Non è vero che ho deciso di lasciare Luca perché l’ho visto sui giornali con un’altra. La verità è che non potevamo più stare insieme, non funzionava, si era rotto qualcosa. Poi, magari, se uno dei due non avesse incontrato un’altra persona, forse saremmo tornati insieme. Ma non è andata così».
Ha capito che cosa si era rotto?
«Ci siamo allontanati piano piano, ma inesorabilmente. E quando ce ne siamo accorti era tardi. Amare è un lavoro: già ora, dopo un anno che sto con Quentin, devo darmi da fare».
Argentero come ha reagito alla notizia della sua gravidanza?
«È stato fichissimo, mi ha detto una frase che mi ha fatto capire quanto mi voglia bene: “Questo è il miracolo della tua vita, sono felice”. È un fratello, Luca, un uomo di una generosità unica».
Augura anche a lui un figlio?
«Sì, certo. Se lo vedo felice, con la persona giusta...».
La nuova fidanzata (l’attrice e modella Cristina Marino, 25 anni, ndr) non le sembra “giusta”?
«Mi sembra un po’ giovane, ma non mi permetto di giudicare: non la conosco. E so come feriscono i giudizi gratuiti».
Le piace tutto quello che scopre di Quentin?
«Su alcune cose è ancora un ragazzino. Jacques mi sta tirando fuori dall’adolescenza e trasformando in una donna. Lui sarà un papà fantastico, dovrebbe vederlo come parla con il pancione...».
Però...
«Però affronta la giornata con una nonchalance e una sventatezza che un po’ mi preoccupano. E poi è geloso, gelosissimo. Ma di quella gelosia che trovo romantica, da bambino che si stupisce. Vai a vedere che faccio un figlio e me ne ritrovo due...».