TheGoodLife, 1 maggio 2017
Arancia amara
Ampiamente presente nel bacino mediterraneo dal XIII secolo, l’arancia amara è il frutto del melangolo, o arancio amaro (Citrus aurantium). Il suo olio essenziale, ottenuto per spremitura a freddo della scorza, aromatizza varie bevande e preparazioni culinarie; entra poi frequentemente nella preparazione di profumi e persino di farmaci, allo scopo di mascherarne il sapore. L’olio di petitgrain è invece ricavato per distillazione dalle foglie della pianta, e quello di neroli dai fiori. La tradizione riconosce a tutti questi oli essenziali virtù sedative, digestive, antidepressive e antispasmodiche. Anche in Cina l’estratto del frutto acerbo (zhi shi) e della sua scorza (zhi qiao) è utilizzato da millenni nella medicina tradizionale per curare diverse affezioni digestive o alcuni disturbi cardiaci. La Kommission E tedesca, il cui ruolo consiste nel valutare l’efficacia delle piante, ha riconosciuto nel 1990 l’uso della scorza di arancia amara per trattare la perdita di appetito e i disturbi legati alla dispepsia, cioè i disordini digestivi dello stomaco. Sembra infatti che il suo olio essenziale, assunto per via orale o per inalazione, abbia un effetto protettivo e aumenti la produzione di muco da parte della mucosa gastrica. L’essenza permetterebbe anche di ridurre l’ansia. Un altro studio, questa volta a sostegno delle virtù dermatologiche, era sembrato di primo acchito conclusivo, ma l’assenza di un gruppo di controllo non ha permesso di dimostrare la validità di un’applicazione cutanea dell’olio essenziale di arancia amara in caso di infezione fungina.
Attenzione alla sinefrina
La nota dolente è che l’arancia amara contiene anche sinefrina, una sostanza i cui effetti sono simili a quelli della caffeina e dell’efedrina, note perché favoriscono la perdita di peso. Alla fine degli anni Novanta le autorità sanitarie di numerose nazioni occidentali si preoccuparono per gli effetti indesiderati della combinazione di queste due sostanze, presenti in particolare nei prodotti dimagranti. Per aggirare il problema, alcuni produttori ebbero l’idea di sostituire l’efedrina con un estratto di scorza di arancia amara, evidenziandone le proprietà termogeniche, che aumentano l’attività metabolica e stimolano l’organismo a bruciare più calorie. Così, mentre l’uso tradizionale e la Kommission E considerano la buccia di arancia amara uno stimolante dell’appetito e un tonico digestivo (proprietà poco compatibili con la prospettiva di perdere peso!), gli integratori alimentari bruciagrassi che contengono caffeina e un estratto di buccia di arancia amara si sono moltiplicati. Ma, al pari dell’efedrina, la mescolanza di caffeina e sinefrina può causare gravi disordini cardiovascolari, fino alla morte. La diffidenza è perciò d’obbligo riguardo a prodotti dimagranti che specificano sulla confezione “senza efedrina“: ci sono alte probabilità che la caffeina contenuta sia associata a un estratto di scorza di arancia amara, a volte mascherato sotto nomi colti o cinesi. Per quanto riguarda l’estratto del frutto, l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione (Anses) raccomanda di non superare la soglia dei 20 mg al giorno e di essere prudenti, perché può provocare insonnia, agitazione, mal di testa e persino palpitazioni, ipertensione e disturbi cardiovascolari. Le categorie di persone per cui l’arancia amara è controindicata sono del resto abbastanza numerose: bambini, donne incinte o che allattano, soggetti sofferenti di trombosi coronarica, glaucoma, depressione, disordini della tiroide, disturbi cardiovascolari, ipertensione arteriosa, diabete, adenoma della prostata... Per trarre vantaggio dalle sue virtù, si consiglia quindi di utilizzarla per via esterna o di evitare le interazioni con prodotti contenenti caffeina (tè, caffè, guaranà, matè, cioccolato) e con alcuni farmaci (stimolanti, ipertensivi, agenti chemioterapici...).