Pagina99, 21 aprile 2017
La vacca in India sacra e profana?
Le vacche, si sa, sono da sempre animale sacro in India. Ma negli ultimi tempi si sono trasformate anche, e loro malgrado, in uno strumento di propaganda. Utile per compattare la popolazione induista in vista delle elezioni parlamentari del 2019, in contrapposizione alla “minoranza” islamica – circa il 13% dell’oltre miliardo di abitanti che fanno del Paese il secondo più popoloso al mondo dopo la Cina.
Per capire bene la questione bisogna partire dall’ottobre del 2015, quando il primo ministro Narendra Modi ha varato la cow protection law, che prevede pene fino a 10 anni di carcere per chi macella le vacche.
Già lo scorso settembre, riferisce il Financial Times, in alcune regioni più radicali come quella di Haryana, la norma è stata interpretata in modo assai estensivo e si è finito per applicarla anche ai tori, creando così non pochi problemi ai residenti musulmani: l’islam considera impure le altre carni, a cominciare da quella di maiale, vietandone il consumo. Negli ultimi tempi, poi, si sono sempre più diffusi dei veri “squadroni di difensori delle vacche”, che, con il pretesto di controllare il rispetto della legge a tutela delle vacche, compiono violenze e omicidi, sempre nei confronti dei musulmani. Causando anche l’effetto ulteriore di mettere in seria crisi il mercato dei bovini, linfa economica fondamentale in molte regioni del Paese. Il tutto con il compiacente silenzio del partito di governo.
«Prima vendevo 10 bufale a settimana, ora ho difficoltà a piazzarne tre», racconta al quotidiano finanziario Kamal Querishi, commerciante all’ingrosso attivo in uno dei maggiori hub del mercato dei bovini, quello della zona di Jaipur; proprio lì pochi giorni fa un gruppo di “guardiani delle vacche” ha ucciso un fattore che aveva appena acquistato delle vacche da latte. I commercianti di bovini sono preoccupati, perché tra la chiusura dei macelli successiva all’emanazione della legge e gli episodi di violenza anche nei confronti dei fattori, che acquistano le vacche solo per produrre il latte, il prezzo degli animali è crollato.
Ma il divieto di macellazione e le recenti violenze hanno a che vedere anche con questioni politiche. Peter Ronald DeSouza, docente al Centro Studi delle società in via di sviluppo di Nuova Delhi, ha detto al Financial Times che dietro quanto sta accadendo c’è «un tentativo di creare una maggioranza elettorale stabile attraverso una politica “dell’alterità”: un modo per fare passare il messaggio “ridateci il nostro Paese”. Che però rischia di alzare sempre di più il livello di tensione, dando spazio a violenze anche verso chi non c’entra nulla».
Nella regione del Gujarat, governata dallo stesso di Modi, la macellazione di vacche adesso viene addirittura punita con l’ergastolo, mentre se si viene beccati a trasportare mandrie destinati alla macellazione si rischia di stare al fresco per dieci anni.