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 2017  maggio 01 Lunedì calendario

Igor da un mese in fuga il mito dell’imprendibile

Che cos’è Igor il Serbo, o il Russo, due volte assassino, o forse tre volte, che si nasconde nel Veneto alle foci del Po e dell’Adige, e che centinaia di poliziotti e carabinieri speciali cercano invano di catturare, ormai da oltre un mese?
Ormai questo non è più uno scontro tra un assassino e i carabinieri, tra un fuorilegge e i poliziotti: dopo oltre un mese di fughe, nascondimenti, allarmi, inseguimenti e nuove sparizioni, questa è diventata la caccia dello Stato a un ex soldato ridiventato soldato, e che fa quel che un buon soldato deve saper fare: l’incursore. Gli incursori sono soldati infiltrati o scaraventati o paracadutati oltre le linee nemiche, in territorio nemico, e che devono arrangiarsi in tutto, e cioè: non farsi mai prendere; non farsi mai vedere; nascondersi di giorno; muoversi di notte; non ammalarsi; procurarsi il cibo senza dar nell’occhio; vivere lontano dagli uomini, e se possibile vicino agli animali, perché i poliziotti che tu senti come tuoi nemici anche gli animali li sentono come loro nemici, e se di notte gli animali si allarmano e scappano, scappi anche tu. Questo deve saper fare un incursore. E questo fa, magnificamente bene, Igor il Serbo, da oltre un mese. Ergo, è un ottimo incursore. Forse anche chi non ha esperienza militare sente che questa è una caccia di tutti contro uno, e pensa che se quell’uno è ancora libero dopo più di un mese, vuol dire che combatte bene mentre i tanti che cercano di prenderlo combattono male. Non è esattamente così. Igor conosce bene il territorio, e questo gli dà un vantaggio enorme. Da queste parti anche i partigiani si nascondevano bene, e i tedeschi, non riuscendo a trovarli, si vendicavano sui casolari e sui barconi. Questa (la campagna da Chioggia a Mestre) è una zona a bassa intensità abitativa, campagna fiumi paludi acquitrini, e i paesi sono silenti e vuoti. Chi è nato lì, o ha vissuto lì, sa tutto, metro per metro, e si muove a colpo sicuro. Chi viene da fuori, come lo Stato, brancola e va a caso. Se han trovato una goccia di sangue di Igor in una tana di volpe, vuol dire che ha dormito lì. È una buona idea. Le volpi sono intelligenti e le loro tane sono scavate in zone furbe. Cosa evitano le volpi? I cani, che potrebbero addentarle. Anche Igor evita i cani, che potrebbero latrare. Igor vive come le volpi.
Dalle parti di Mestre arrivano alla polizia due denunce al giorno, di gente che dice di averlo visto. Venti denunce negli ultimi dieci giorni. Sono denunce in buona fede, ma creano false piste: nel giorno in cui lo vedessero due volte, entro sera sarebbe preso. La verità è che sanno in quale area si trova, ma non in quale punto. Igor ha dalla sua il terreno, che nell’avventura degli incursori ha un’importanza fondamentale. Che cos’ha contro di sé? Il tempo. È piovuto qui, e fa freddo. Anche ieri, e molto. La pioggia confonde le tracce e le cancella, se cerchi un uomo alla macchia fai più fatica a trovarlo. Ma l’uomo s’infebbra, s’ammala, non si arrende (Igor non si arrenderà mai), ma sbaglia qualcosa, più cose, e alla fine vien preso. Come vogliamo tutti. Forse anche lui.
fercamon@alice.it