La Stampa, 1 maggio 2017
La moglie protegge il pirata: «Sull’auto non c’era mio marito»
Sull’asfalto, per 30 metri, ci sono ancora i segni delle frenate e le traiettorie disegnate col gessetto dalla Polizia locale. Lo schianto deve essere stato violentissimo. Una donna, che abita al secondo piano in questa parte di viale Monza alla periferia Nord di Milano, ne parla alle telecamere come se fosse la Siria: «Mi sono svegliata per un gran rumore come una bomba. Quando ho alzato le tapparelle sembrava di essere in guerra». Era stato un incidente stradale. Un uomo è morto e il pirata della strada si è costituito solo a sera all’ospedale di Rho dove era andato a farsi medicare,
Erano le 6 e 50 di ieri mattina. Nessuno ha visto niente. A parte le telecamere stradali e quelle di una banca all’angolo che hanno ripreso tutto. Un’Audi Q7 nera ha centrato in pieno e quasi frontalmente una Nissan Qashqai grigia rimbalzando a decine di metri di distanza in mezzo allo spartitraffico. Qualcuno dopo essersi affacciato alla finestra ha chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti. Medici e paramedici si sono trovati davanti le auto accartocciate a diversi metri l’una dall’altra, gli air bag esplosi come i parabrezza. Sulla Nissan c’era una persona in stato di incoscienza ma ancora viva. Ci sono volute cesoie e fiamma ossidrica per estrarlo da quello che rimaneva della sua auto. Inutile la corsa fino alla clinica Città Studi. L’uomo è arrivato in ospedale in codice rosso ed è morto per le numerose fratture. Si chiamava Livio Chiericati, aveva 57 anni, abitava a Cornaredo nell’hinterland milanese.
Nessuna traccia invece dell’investitore che era alla guida dell’Audi. Gli agenti della Polizia locale sono risaliti alla proprietaria del veicolo, una donna che abita in provincia di Milano, ma lei ha assicurato di non essere stata alla guida dell’auto. Il suo racconto agli agenti però è stato confuso e contraddittorio. Solo a sera si è capito che la donna stava difendendo suo marito. Si tratta di un trentenne di origini slave che poco prima delle 19 di ieri, più di 12 ore dopo l’incidente, si è presentato all’ospedale di Rho per farsi medicare. Subito dopo ha chiamato la polizia stradale autodenunciandosi: «Ero sotto shock... sono scappato perché ho avuto paura. Non sapevo che l’uomo fosse morto.». L’investitore è stato poi arrestato. La sua posizione, anche per il fatto che si è costituito molte ore dopo l’incidente, è particolarmente grave. Ci sono il reato di omicidio stradale e quello di omissione di soccorso. Una perizia medica dovrà ad esempio stabilire se l’altro conducente poi morto in ospedale poteva essere salvato se prontamente soccorso.
Per ricostruire la dinamica dell’incidente e le responsabilità di quello che è successo gli agenti della Polizia locale danno molta importanza alle immagine registrate dalle telecamere della zona. Si vede chiaramente che alla guida c’era un uomo. Certamente non la proprietaria del veicolo ma suo marito, che si è dato alla fuga prima di costituirsi. Come in un film si vede l’intera dinamica dell’incidente. L’Audi Q7 che arriva a fortissima velocità dalla periferia verso il centro. Si vede nettamente che brucia il semaforo all’altezza di via Popoli Uniti all’angolo con la fermata della metropolitana Rovereto e centra la Nissan. E poi l’investitore che si allontana a piedi.