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 2017  maggio 01 Lunedì calendario

Museo di Capodimonte (Napoli)

A Capodimonte fino a un anno e mezzo fa il parco (134 ettari e 6 km di cinta muraria con vista su Capri) e il palazzo dei Borbone che ospita una delle pinacoteche più prestigiose del mondo (Botticelli, Caravaggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens), dipendevano da due soprintendenti diversi: uno per i beni ambientali e uno per quelli artistici. Ora Museo e Real Bosco hanno un’unica guida: il francese Sylvain Bellenger. A Pasqua, anche grazie alla mostra su Picasso si è registrato il boom di visitatori (+120% rispetto al 2016) e, tra scampagnate sui prati all’inglese e passeggiate nel giardino botanico, un milione e mezzo di persone sono arrivate qui negli ultimi 12 mesi.
Quando era al museo di Chicago, Bellenger aveva come «vicino d’istituzione» Riccardo Muti, direttore dell’Orchestra Sinfonica. Oggi il Maestro è presidente onorario della fondazione che consente a Capodimonte di «attivare una seria politica di foundraising» pagando per i prossimi due anni un esperto di ’500 della National Gallery di Washington che lavorerà coi curatori napoletani. «Qui l’età media dei dipendenti sfiora i 60 anni, non sono della generazione del computer e nessuno aveva un biglietto da visita», racconta Bellenger. Nel primo trimestre del 2017 i ricavi sono saliti del 102% e in un anno i visitatori del sito web sono aumentati da 400mila a 1,1 milioni. Bus navetta portano i turisti dal centro e c’è un tour riservato ai crocieristi. «Le mostre su Vermeer, Van Gogh e Picasso attirano grandi numeri, ma il flusso dei visitatori cresce costantemente collaborando col Conservatorio di San Pietro a Majella e le associazioni locali e grazie a un forte rilancio della didattica museale». Dove è stata cucinata la prima pizza della storia, nascerà un ristorante «a metro zero» e nel bosco è in arrivo una scuola per giardinieri con la Regione Campania.