La Stampa, 1 maggio 2017
Galleria delle Marche (Urbino)
Percorsi d’arte e scienza, apertura al pubblico del balcone panoramico e, per sfatare la leggenda d’ateneo («non termina gli studi chi visita il museo») feste di laurea al Palazzo Ducale. Marketing e «sorprese» a misura di turista e residente. «La Galleria come casa di cultura», sintetizza il direttore austriaco Peter Aufreiter, che si era innamorato di Urbino da studente Erasmus, ha sposato una ragazza del posto e dopo aver diretto il Prater di Vienna è tornato nel Ducato con risultati record: 40% d’incassi in un anno malgrado le tante disdette delle gite scolastiche a causa del terremoto. Via libera, quindi, a convegni cene, rappresentazioni teatrali, concerti, matrimoni, compleanni con caccia al tesoro.
E biglietto annuale da 19 euro (con il cui incasso acquistare nuove opere d’arte). «Un terzo dei nostri visitatori sono bambini e giovani – spiega Aufreiter -. Facciamo didattica a tema: dal’architettura rinascimentale, alla storia della famiglia Montefeltro fino agli esperimenti di fisica». Da qui l’installazione di un pendolo di Foucault all’interno del torricino: nello spazio vuoto al centro della scala a chiocciola con un salto di 70 metri senza correnti d’aria ad alterare l’oscillazione. Altra novità, l’astronomia nel giardino pensile la cui fontana era utilizzata nel Rinascimento come meridiana.
Poi la scelta di puntare sull’arte contemporanea e dedicare uno spazio nei sotterranei agli artisti emergenti. A far arrivare 200 mila visitatori, eventi internazionali: le rassegne di Tony Cragg e Gio’ Pomodoro. «Abbiamo aperto uno dei due torricini della facciata Nord del Palazzo e stiamo allestendo sale multimediali su Raffaello e il mecenatismo dei Montefeltro e sul pittore». Da arginare la falla delle prenotazioni della scolaresche. «La programmazione delle gite avveniva durante il sisma, perciò abbiamo aumentato la promozione nelle località turistiche della riviera», dice il direttore. «La creatività prevale sulle avversità».