ItaliaOggi, 29 aprile 2017
Diritto & Rovescio
Già è stupefacente che in un grande Paese com’è l’Italia (il terzo più importante nella Ue) un gruppo di facinorosi riesca (purtroppo con la più o meno nascosta collaborazione di significativi segmenti dello Stato) a bloccare un gasdotto internazionale lungo migliaia di chilometri che assicura energia pulita al nostro paese e fonti di approvvigionamento alternative a quelle russe, con la scusa che non si possono spostare 200 ulivi. Adesso che gran parte degli ulivi sono stati spostati in un vivaio (in attesa di essere ripiantati dove essi erano) la cisterna che avrebbe dovuto andare a innaffiarli è stata bloccata da otto giorni da manifestanti che, usando la violenza degli impuniti, dimostrano di non essere interessati alla sopravvivenza degli ulivi ma solo a impedire la realizzazione di un’opera pubblica strategica. Non ha niente da dire il governatore Michele Emiliano che ne ha sinora sostenuto le tesi? E la polizia perché non contrasta i facinorosi?