ItaliaOggi, 29 aprile 2017
Time, il magazine non si vende
I magazine Time, Sports illustrated e People vanno avanti da soli: la casa editrice Time inc. (ex divisione dei periodici di Time Warner) ha deciso di non vendere più, nonostante l’interesse di vari editori statunitensi tra cui Meredith corporation, quella per esempio del mensile Better homes and gardens, tra i più venduti negli Usa.
La svolta, però, non è stata accolta con entusiasmo da Wall street dove il titolo Time inc. ha iniziato a perdere nell’ordine del 20%.
Rich Battista, presidente e a.d. dell’editrice che ha svariate testate sia cartacee sia digitali, ha annunciato che l’azienda ha «piena fiducia nel piano strategico» di crescita e in particolare l’attenzione si concentrerà sul taglio dei costi, per compensare la contrazione dei ricavi da carta stampata, e sullo sviluppo delle attività digitali. Insomma, la ricetta classica seguita da molte editrici (non solo americane) in difficoltà. Ma in aggiunta Battista vuole scommettere sulla creazione di contenuti ad hoc per gli inserzionisti pubblicitari, la produzione di video, eventi, nuovi prodotti e ancora format per la tv con l’obiettivo di diversificare le fonti di ricavi. Giusto per fare un esempio, dalla pubblicità online su misura per gli investitori Time inc si aspetta per quest’anno un giro d’affari che supera i 600 milioni di dollari (550,8 milioni di euro), dopo che il cosiddetto native advertising ha già raddoppiato i ricavi l’anno scorso.
Anche l’ampio portafoglio delle 25 testate non rimarrà quello attuale, anzi ci si concentrerà su pochi magazine, a giudizio dell’a.d. che intende sfruttare appieno quelle più conosciute e con un lungo corso nelle edicole alle spalle.
Un po’ di riordino e semplificazione che il mercato si aspettava da un possibile acquirente esterno e che invece Battista ha deciso di fare da solo. Al momento, comunque, non sono state date indicazioni su quali periodici potranno finire sul mercato. Il senso sottostante alla nuova strategia di Time inc. è quindi passare da un’impostazione aziendale tradizionale, con molte testate, poche economie di scala e un potenziale inespresso di crescita a un modello più moderno e diversificato sulle varie piattaforme di comunicazione.
Eppure la svolta non è piaciuta alla Borsa a stelle e strisce così come ad alcuni analisti che hanno tagliato il rating di Time inc., ricordando il calo l’anno scorso del 9% nei ricavi da vendita e da inserzioni pubblicitarie delle pubblicazioni cartacee. Fatturato che rappresentava il 70% di tutto il business aziendale. A fine 2016 il valore di quest’ultimo era pari a quasi 3,1 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro) ma le stime per la fine del 2017 lo prevedono di nuovo in calo. Se le attese saranno fondate, quest’anno sarà il sesto col segno negativo davanti a cui si aggiunge un debito a lungo termine per 1,2 miliardi di dollari complessivi (1,1 miliardi di euro). Una prima risposta al dubbio se Time inc. sopravviverà da sola arriverà il prossimo 10 maggio, con la pubblicazione dei risultati al termine del primo trimestre 2017.