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 2017  aprile 27 Giovedì calendario

Fca accelera: primo trimestre record

E meno male che solo un paio di settimane fa, ad Amsterdam, lo aveva bollato come «il periodo più debole dell’anno». Il primo trimestre di Fiat Chrysler Automobiles si chiude invece con risultati record. Con Sergio Marchionne con il piede sull’acceleratore nella realizzazione del suo ambizioso piano al 2018 che conferma tutti gli obiettivi previsti per quest’anno. I mercati gradiscono e il titolo vola in Piazza Affari, mettendo a segno uno spettacolare +9,33% a 10,6 euro.
Nei primi tre mesi del 2017 l’aumento dell’indebitamento, in una fase dell’esercizio condizionata da una “stagionalità negativa”, è stato solo di mezzo miliardo di euro, contro gli 1,5 miliardi del primo quarto del 2016. I numeri premiano la scelta dell’amministratore delegato, condivisa con il presidente John Elkann, di focalizzarsi sul piano industriale. Il gruppo realizza nei primi tre mesi del 2017 un utile netto adjusted di 671 milioni di euro, in aumento del 27%, e un utile netto in aumento del 34% a 641 milioni.
I ricavi crescono del 4% a 27,719 miliardi di euro, con consegne globali complessive a 1.145.000 veicoli, sostanzialmente in linea con i primi tre mesi del 2016. L’utile operativo adjusted risulta in aumento dell’11% a 1,535 miliardi di euro, a livelli record. Tutte le regioni e le divisioni sono in miglioramento a eccezione dell’America Latina, con il margine complessivo del gruppo che cresce di 0,3 punti al 5,5%. Volano all’11,3% i margini di Maserati, con la casa del Tridente – grazie anche all’effetto Levante – per il terzo trimestre di fila in doppia cifra. «Con Alfa Romeo invece – ammette il manager italo canadese – stiamo ancora perdendo soldi come avevamo previsto. Andrà meglio nel 2018».
L’indebitamento netto industriale di Fca si attesta a 5,1 miliardi di euro al 31 marzo. A fine anno Marchionne vuole portarlo a un livello inferiore ai 2,5 miliardi. Un obiettivo più vicino, dopo la performance dei primi tre mesi. Non solo: al termine del piano industriale l’ad punta a trasformare il debito in 5 miliardi di cassa, senza cessioni. «Possiamo raggiungere i 5 miliardi di cassa a dicembre 2018 anche senza vendere asset», dice Marchionne in conference call dopo il consiglio di amministrazione. E a chi insiste su una possibile vendita di marchi della componentistica, come Magneti Marelli, Comau e Teksid, replica secco: «Non ho alcun asset minore a disposizione per la vendita e nessuno a disposizione nella componentistica».
Oltre all’indebitamento, gli altri target confermati per il 2017 vedono ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, un Ebit adjusted superiore a 7 miliardi di euro e un utile netto adjusted a oltre 3 miliardi. Per quanto riguarda i volumi di vendita, il target resta di «oltre 2 milioni di unità nel 2018» per il marchio Jeep, mentre i marchi premium Alfa Romeo e Maserati puntano, grazie a Giulia, Stelvio e Levante, a 230 mila unità già quest’anno, oltre il doppio rispetto ai volumi del 2016. Duri da raggiungere gli obiettivi in Brasile, ma Fca è fiduciosa grazie al miglioramento del clima generale nel Paese e soprattutto alle performance di Jeep.
Marchionne si concede agli analisti in un’inedita versione muscolare. Gli chiedono ancora una volta se abbia visto l’amministratore delegato di Volkswagen, Matthias Mueller, per discutere di una eventuale fusione tra le case automobilistiche. Lui risponde di no e ironizza: «Non ho parlato con lui. Ero occupato a far registrare a Fca risultati record nel primo trimestre».
Per finire, ancora sullo sviluppo della guida senza pilota e delle nuove tecnologie di connettività per l’auto. Marchionne ripete, come all’assemblea dei soci di metà aprile, che Fca ha un approccio pragmatico. «Guardiamo anche ad altri partner, non solo a Google».