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 2017  aprile 25 Martedì calendario

Macron, sponsor e monomarca

Dal calcio al rugby, dal basket alla pallavolo, pallamano hockey e baseball, le sponsorizzazioni, con investimenti di circa 18 milioni di euro all’anno, sono al centro della strategia di Macron, con l’obiettivo di creare visibilità e reputazione. A ciò si affiancano i monomarca, fondamentali per raccontare il brand e vendere ad atleti e società sportive le linee di sportswear tecnico dell’azienda, che punta a raggiungere nel 2017 un fatturato di 80 milioni di euro (l’anno scorso è stato di 70 milioni e nel 2015 di 66 milioni).
«Nelle nostra strategia le sponsorizzazioni, con cui forniamo abbigliamento tecnico ai club, hanno un ruolo chiave per ottenere visibilità e reputazione, il che ci permette di vendere tutte le altre nostre linee a marchio Macron, sempre di abbigliamento tecnico, dal calcio, al basket, al running e così via, ai singoli o alle varie società sportive, nei nostri negozi monomarca o in punti vendita multimarca», spiega Gianluca Pavanello, a.d. di Macron. «Investiamo circa 18 milioni di euro l’anno in sponsorizzazioni e poi grazie alle licenze legate a queste sponsorizzazioni recuperiamo circa due terzi tramite le vendita del merchandising e dei prodotti per i fan.
La maggior parte del business è dovuta al calcio, che pesa per il 65% del fatturato, poi abbiamo il rugby, il basket, il volley, la pallamano e gli altri sport».
Per quanto riguarda i monomarca, i Macron Store, ce ne sono più di 115 in venti paesi. «Trentacinque sono in Italia e gli altri all’estero, per esempio in Inghilterra, Spagna, Portogallo e anche fuori dall’Europa: sono fondamentali perché ci consentono di avere una presa diretta sul territorio, capire le esigenze dei consumatori, contestualizzare il nostro mondo al meglio e rappresentare i nostri valori.
Il monomarca è anche quindi un’incredibile strumento di comunicazione, oltre che un luogo di vendita, dove l’azienda può raccontarsi», osserva l’a.d.
Circa il 25% del fatturato dell’impresa è dovuto all’Italia, il secondo mercato è il Regno Unito, che rappresenta un 15-18% del business, e poi ci sono il Portogallo, la Francia, l’Olanda, il Nord Europa, l’Australia, gli Emirati Arabi, e l’azienda sta approcciando anche il Sud America.
«Oggi abbiamo un portafoglio di più di 50 club in giro per il mondo e in base all’ultimo report della Uefa nel calcio siamo il quarto brand in Europa, dopo Nike, Adidas e Puma, e nel rugby siamo probabilmente il secondo marchio», sottolinea Pavanello.
Per esempio nel calcio Macron è sponsor tecnico ufficiale, tra gli altri, della S.S. Lazio e del Bologna Fc 1909, del Levante U.D. in Spagna, Ogc Nice e Gazélec Fc Ajaccio in Francia, Crystal Palace Fc, Stoke City Fc, Bolton Wanderers Fc, Bristol Rovers in Inghilterra e della FSHF Nazionale di Calcio Albanese. Nel basket alcune delle sponsorizzazioni sono quelle con Cantù Pallacanestro e Virtus Pallacanestro Bologna, nella pallavolo ci sono tra gli altri Modena Volley, Volley Bergamo, Schweriner Sportclub e TV Ingersoll Buehl in Germania; nel rugby, per citare alcuni esempi, ci sono Scotland Rugby National Team, Edinburgh Rugby e Glasgow Warriors in Scozia, Northampton Saints in Inghilterra, Rugby Colorno 1975 e Rugby Bologna 1928, cui si aggiungono collaborazioni nel baseball, nella pallamano, nell’hockey e nel fitness.
«Quando abbiamo aperto i nostri monomarca, l’esigenza è stata quella di avere una collezione il più ampia possibile in modo che i negozi potessero rivolgersi a vari tipi di clientela», racconta Pavanello, «quindi abbiamo sviluppato anche una collezione che chiamiamo athleisure, dedicata al tempo libero ma con un taglio molto sportivo. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo investito su una linea dedicata al running, facendo molta ricerca per proporre prodotti tecnici ma anche belli».
Lo sviluppo futuro sarà dettato «da questa strategia multi sport su più paesi, consolidando la nostra presenza in Europa ed espandendoci per esempio in Asia, dove non siamo presenti, e negli Stati Uniti dove siamo presenti ancora molto poco. Oggi c’è una grossa competizione sulla distribuzione, quindi rimane centrale il progetto monomarca», sottolinea l’a.d. di Macron, che ha base a Bologna. Tutta la parte relativa all’ideazione, allo sviluppo e ai prototipi avviene nell’azienda in Italia, mentre la produzione è affidata a fabbriche esterne specializzate (circa 40 per 5,5 milioni di pezzi all’anno) in paesi esteri, per esempio in Asia, Turchia, Bulgaria e Portogallo, a seconda del tipo di tessuto.