il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2017
Brigitte, 64 anni senza botox. È la rivolta contro tutti i cliché
I candidati Emmanuel Macron e Marine Le Pen non hanno eliminato solo i partiti tradizionali dalla corsa all’Eliseo. Hanno fatto molto di più. Hanno eliminato i cliché tradizionali da copertina patinata che accompagnano ogni campagna presidenziale che si rispetti. Non ci sono uffici stampa che distribuiscono foto di famigliole perfette, di consorti ingessati che sorridono, di figlioli incravattati prematuramente e figliole con le ballerine che calpestano l’erba appena tagliata della villetta di famiglia. Non c’è il figlio di Trump che all’una di notte si è ampiamente rotto i coglioni di vedere bandiere americane che sventolano e scompigliano il gatto morto in testa al padre e non ci sono figlie a cui mamma fa mangiare solo bacche e quinoa perché mamma Michelle deve convincere l’America a stare a dieta. Marine Le Pen è già a quota due divorzi e ha un compagno che fa un po’ il suo uomo delle pulizie, visto che il suo ruolo è quello di ripulire il partito dagli esagitati. Non si vedono spesso insieme, hanno cinque figli da altre unioni e l’impressione è che al primo errore lei chiederà l’espulsione di lui. Non dal partito, ma dal Paese, a bordo di un barcone di algerini. E poi, in questa corsa all’Eliseo, c’è l’altro, vero elemento di modernità: i coniugi Macron. Qui però il candidato premier non ha divorzi alle spalle.
Non ha neppure una ex che studiava con lui o sedeva due banchi dietro la sua fila in classe o che gli infilava bigliettini nello zaino. In realtà, non ha neppure una ex, perché non ha fatto in tempo ad averne, e semplicemente perché per tutta la vita ha avuto una sola donna, una donna che oggi alimenta curiosità morbosa, domande, editoriali in tutto il mondo. E commenti velenosi a causa della sua età. Perché Emmanuel Macron ha una moglie, Brigitte, che ha 24 anni più di lui. A proposito. Donald Trump ha una moglie che ha 24 anni meno di lui. Stessa differenza di età con (invece) la differenza che nessuno si stupisce del fatto che Melania abbia scelto di impalmare un milionario volgarotto con un’installazione tricologica sulla testa, qui tutti a stupirsi che lui stia con una bella donna, colta, a cui ha promesso ‘Io ti sposerò’ ad appena 17 anni, quando era la sua professoressa al liceo.
Il conto in banca legittima qualsiasi matrimonio, l’amore desta sospetti, battute sceme, perfidie assortite e profili psicologici da bar. Certo, è normale che Emmanuel (40 anni) e Brigitte (64) siano fonte di curiosità e di chiacchiere, ma io ve lo dico subito: sono pazza di loro.
Emmanuel e Brigitte sono l’anti cliché per eccellenza. Nobilitano la relazione in cui è lei a essere quella più grande perché la spogliano di ogni sospetto di convenienza triste che si intravede in certe coppie da sottobosco tv o da aperitivo a Montecarlo. Per la prima volta, nessuno può scomodare con sarcasmo la parola toyboy, perché Macron, casomai, è un enfant prodige e nessuno può pensare che lei abbia lasciato il marito, 20 anni fa, per ragioni di convenienza, visto che a 40 anni s’è fidanzata con uno studentello e con la famiglia di lui che non ha organizzato spettacoli pirotecnici in giardino per l’entusiasmo. Non c’è un anello debole nella coppia. Emmanuel e Brigitte sono entrambi realizzati, centrati, complici e insieme in un progetto ambizioso. Insieme, non uno lanciato e l’altra con l’abito giusto.
Brigitte, poi, ha le sue rughe e se le tiene con dignità e fierezza. Ha l’aria della 64enne che si impegna a rimanere piacente ma non violenta la sua età con tentativi patetici di sembrare una coetanea del marito. Paradossalmente, era più stravolta da botox e paura di invecchiare la faccia della Bruni che di anni, quando fu moglie di un presidente, ne aveva 40, che quella di Brigitte. La Bruni, a 40 anni, aveva paura di sfiorire e di non piacere più a Nicolas, Brigitte ha conosciuto Emmanuel che aveva già 40 anni e sa che lui l’ha amata fin dal primo giorno così, con i suoi 24 anni in più.
E poi c’è lui, Emmanuel, che non la lascia mai. Che era un ragazzino quando l’ha vista, che è stato mandato a studiare a Parigi per dimenticarla e invece non se l’è scordata mai. Anzi, è andato a riprendersela. L’ha sposata nel 2007, non è il padre dei suoi figli, ma il nonno affettuoso dei nipoti di lei.
Insomma, si amano. A voler trovare dei sottotesti bisogna scavare nella psicanalisi o nelle recenti chiacchiere su una presunta omosessualità di lui (smentita con un perentorio “Sto sempre con mia moglie, per tradirla avrei bisogno di un ologramma”). Certo, se lui è omosessuale, le cose sono due : o a 17 anni era già così scaltro e cinico da scegliersi una vistosa copertura e allora che i francesi lo votino perché è un genio conclamato; oppure, se ha scoperto 20 anni dopo di esserlo e ha scelto comunque di tenere accanto a sé la donna che l’ha accompagnato tutta la vita perché hanno un legame di profondo affetto e riconoscenza, sapete che vi dico? Lo apprezzo lo stesso. I legami hanno sfumature criptiche, a volte, e io ho imparato ad apprezzare anche quelle più incomprensibili. E poi, se fosse così, sarebbe il re dei compromessi. Un politico perfetto, insomma. Detto ciò, io credo a Emmanuel e a Brigitte.
E se la comunicazione non verbale non è un’opinione, tutte quelle foto di loro due che sorridono e si toccano e sono mano nella mano sempre, sono indizi di un amore che sfida non tanto i pregiudizi, non tanto l’anagrafe, ma le statistiche: dopo 25 anni di relazione, due persone, se non si amano davvero, non solo non si toccano così, ma generalmente si stanno pure un po’ sul cazzo.
Evviva l’amour!