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 2017  aprile 25 Martedì calendario

In Italia cresce l’allarme morbillo. Secondi in Europa dopo la Romania

«Una pessima figura, l’ennesima». Giovanni Rezza, alla guida del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, non usa giri di parole. Con 1.387 contagi da marzo 2016 a febbraio 2017, l’Italia è seconda in Europa per casi di morbillo. Peggio di noi c’è solo la Romania (dov’è in corso un’epidemia da 2.702 infezioni nel giro di un anno).
Lo dice l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). E c’è di che preoccuparsi. La malattia è estremamente contagiosa, con una lunga lista di complicazioni come la polmonite, l’encefalite e le convulsioni. E, in bimbi piccoli, in un caso su 1.700 il pericolo è addirittura la morte a causa dell’immaturità del sistema immune (come dimostra lo studio scientifico pubblicato su Med Microbiol Immunol il 2 marzo 2016). Tutta colpa della decisione di non vaccinare i bambini. «Nel nostro Paese non c’è un’adeguata copertura vaccinale – ribadisce Rezza —. Il tasso è all’85% contro il 95% necessario per avere la cosiddetta immunità di gregge, ossia la protezione di massa che impedisce agli agenti infettivi di circolare. Prima del 2008 avevamo superato il 90%, poi è iniziata una costante discesa».
E così sui 6.186 contagi registrati a livello europeo, quelli italiani rappresentano da soli oltre il 22%. Nel resto d’Europa la situazione è nettamente migliore: nello stesso periodo la Germania conta 365 casi, la Polonia 145, la Francia 126, la Svizzera 105, il Belgio 92 e l’Austria 89. «L’Oms punta all’eliminazione della malattia – sottolinea Rezza —. Ma l’obiettivo è ancora lontano».
L’allarme lanciato ieri è l’ultimo di una serie. Solo poche settimane fa il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha segnalato il preoccupante aumento di casi avvenuto all’inizio dell’anno (più 230% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). E, proprio per il morbillo, l’Italia è appena entrata nell’elenco dei Paesi a rischio salute: il Center for disease control and prevention di Atlanta invita i cittadini americani a venire in Italia solo dopo essersi vaccinati contro il morbillo. L’Oms è categorica: «Abbassare i livelli di copertura vaccinale – sottolinea Flavia Bustreo, vice direttore generale Salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell’Oms – permetterà il ritorno di malattie mortali che avevamo debellato».
Il virologo di fama internazionale Roberto Burioni invita a correre ai ripari: «Sono appena stati pubblicati i dati delle vaccinazioni in California. Lì nel 2015 è stato stabilito l’obbligo di vaccino per l’ammissione all’asilo, grazie alla battaglia del padre di Rhett Krawitt, un bambino guarito da una leucemia che rischiava la vita a causa della mancata vaccinazione dei suoi compagni di scuola. Due anni dopo i tassi di copertura sono schizzati alle stelle (passando dal 92,6% al 97,3%, ndr ). Vista la situazione, non è il caso di adottare la stessa misura anche in Italia?».