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 2017  aprile 25 Martedì calendario

Occhio Milan, Donnarumma ti scappa

Il Milan mette le carte sul tavolo e Donnarumma detta le sue condizioni. Non parte col piede giusto il dialogo tra la nuova proprietà rossonera e l’entourage del portierone-prodigio. Addirittura ieri Mino Raiola è passato da Milano (diretto a Manchester da Ibra), ma non ha avuto tempo da dedicare ai vertici di via Aldo Rossi. Nei giorni scorsi l’agente italo-olandese ha mandato loro un messaggio forte, se non proprio urticante: «Vogliamo vedere gli acquisti, capire se il Milan sarà competitivo e poi...». Un chissà-chi-lo-sa che Fassone e Mirabelli non hanno preso bene. Si spiega così la decisione del responsabile dell’area tecnica milanista di esporre la questione nel dopo-gara con l’Empoli: «In settimana abbiamo parlato con Gigio e letto nei suoi occhi la volontà di restare in rossonero. Ora viene il difficile: parlare con Raiola, il suo agente».
RETROSCENA Domanda ingenua: perché il d.s. rossonero fa questo distinguo? Semplice. Il manager calabrese intende capire se le aspettative del giocatore coincidono fino in fondo con il suo rappresentante. Ma soprattutto intende anticipare i tempi di una trattativa che rischia di diventare una maratona. Infatti nei contatti telefonici della scorsa settimana, Mino ha preso tempo, lasciando intendere che per quel che lo riguarda può aspettare anche fine estate per sedersi al tavolo. E ciò non sta assolutamente bene al club che, invece, auspica un’intesa in tempi brevi. Anche per fare da apripista agli altri rinnovi e (in genere) alle operazioni di mercato. Così Mirabelli non ha porto l’altra guancia. Anzi, ha lanciato il guanto di sfida a Raiola, che (per ora) non replica. Siamo, però, solo all’inizio di un braccio di ferro che si preannuncia appassionante.
L’OFFERTA Nelle intenzioni di Fassone e Mirabelli (con l’avallo di mister Li) a Donnarumma verrà tracciato un percorso in salita (nei guadagni). Con la firma sino al 2022 al numero 99 milanista verrà consegnata la fascia da capitano e un contratto che lo farebbe salire subito dagli attuali 160 mila euro annuali alla soglia dei 3,2 milioni netti ora appannaggio di capitan Montolivo. In aggiunta una serie di bonus e un piano di sostanziosi rialzi nelle stagioni successive. Ma è chiaro che le buone intenzioni societarie si scontrano con le pregiudiziali tecniche «raioliane». E ciò spiega il repentino irrigidimento tra le parti.
L’INCEDIBILITÀ Ai piani alti di via Aldo Rossi hanno fiducia nei proponimenti del ragazzo, evidentemente molto legato al mondo rossonero. Va anche detto, però, che chi è vicino a Gigio consiglia di ascoltare quelle parole con le dovute cautele: un conto sono i sentimenti, un altro le prospettive di carriera... Nel mezzo c’è un muro, per ora altissimo. E il Milan non intende perdere tempo prezioso. Per questo al talento stabiese è già arrivato un messaggio parallelo. «Se non si trovasse un’intesa per il rinnovo, non è messa nel conto l’ipotesi di una cessione». Insomma, le lame sono affilate. In attesa che le prossime mosse portino puntate ancor più fragranti.
LE TENTAZIONI Dietro l’angolo c’è una fila che farebbe venire il capogiro a chiunque. Con offerte più che allettanti: cioè con un ingaggio annuo da 7,5 milioni netti a stagione. Vale a dire più del doppio della proposta milanista. E per l’eventuale cartellino? Diciamo intorno ai 50 milioni di euro, anche se questo passaggio non è ancora maturato per l’evidente indisponibilità milanista. Ma nell’orizzonte rossonero l’eventualità va messa nel conto. Sì, perché tra Manchester e Madrid c’è fibrillazione alla voce-portieri. Allo United la conferma di De Gea è sempre un interrogativo, visto che il corteggiamento del Real è attuale. Ed è in quest’ottica che radio-mercato registra i movimenti dei club di Mourinho, Guardiola e Zidane. È concreta la possibilità che due di queste società diano vita a un’asta milionaria per assicurarsi un top player nel ruolo. E Donnarumma, in effetti, ha scalato anche questa classifica. È il motivo per cui il Milan vuol capire in fretta se davvero può scacciare i nuvoloni sul futuro di Gigio. O se deve rivedere i suoi programmi.
IDEE JUVE In questo scenario complesso fa storia a sé l’opzione Juventus. Non è un mistero l’interesse bianconero, ma Buffon (con il suo elisir di giovinezza) sta giocando una stagione eccezionale che non lascia spazio alle ambizioni di un giovane che chiede subito una maglia da titolare. In tal modo le chance bianconere passerebbero fatalmente in secondo piano se Gigio dovesse davvero cambiar maglia quest’estate. E, poi, sullo sfondo c’è una vecchia promessa dell’estremo difensore milanista: «Se un giorno lasciassi il club che mi ha valorizzato, lo farei solo per andare all’estero». 
COMPROMESSO In questa guerra di nervi non è il momento per cercare punti di contatto: sarebbe tempo sprecato. Ora i contendenti mostrano i muscoli, paventando le soluzioni più estreme. Poniamo, però, che il nuovo Milan prenda corpo con dei rinforzi significativi e che da fuori frontiera non arrivino (in concreto) le offerte ora imbastite: cosa farebbe l’esigente Raiola? Difficile che si adegui all’idea di un rinnovo tradizionale. Nella sua testa un assistito di primo livello come Gigio deve, quantomeno, puntare a un prolungamento alla Pogba. Cioè con un’opzione di vendita. Comunque sia, non sarà facile uscire da questo ginepraio.