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 2017  aprile 23 Domenica calendario

Occupano casa: bravi

Un assalto alla proprietà privata. Di più: un assist agli occupanti abusivi di immobili. Ecco cosa si nasconde nelle pieghe del decreto sulla «sicurezza urbana» fresco di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 
Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. Ovvero nell’articolo 11 del provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, per contrastare la criminalità nelle città. Nel testo ci sono anche le «Disposizioni in materia di occupazioni arbitrarie di immobili». 
Ebbene, dal 21 aprile è definitivamente in vigore la norma che assegna ai prefetti il potere di intervenire sui provvedimenti emessi dalla magistratura in materia di occupazioni abusive. Il verbo chiave è «prevenire». In soldoni: il rappresentante del governo, laddove ravvisi, «in relazione al numero degli immobili da sgomberare, il pericolo di possibili turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica», potrà modulare «l’impiego della Forza pubblica». 
INVASIONE DI CAMPO 
Per Confedilizia, l’associazione dei proprietari di immobili, questo significa una cosa sola: «Limitare il diritto di proprietà». Di fatto il decreto, attacca Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, assegna al prefetto il potere di «rimettere in discussione il diritto del proprietario dell’immobile, già valutato dal giudice», di ottenere lo sgombero. «L’impiego della Forza pubblica sarà concesso a discrezione» dei rappresentanti del governo sul territorio. Che in base a quanto stabilito dalla nuova legge potranno modulare l’intervento «secondo criteri di priorità» che tengano conto non solo della «situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati», ma anche della «tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale» e dei «possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica». 
Insomma, si tratta di un vero e proprio «potere di interdizione» attribuito ai prefetti, che potranno «discrezionalmente» far passare in secondo piano i «diritti dei soggetti proprietari degli immobili» a favore di una «serie di elementi extragiuridici». 
E non è finita qui. In sede di conversione del decreto, in calce all’articolo 11 sono state aggiunte quattro righe che allentano la morsa dei sindaci su quelli che Confedilizia chiama gli «occupanti professionali». 
Un passo indietro. Un precedente decreto del 2014, in tema di lotta all’occupazione abusiva di immobili (il Piano casa dell’allora ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi), stabiliva una cosa ovvia: il divieto, per chi occupa senza titolo un’abitazione, di «chiedere la residenza» e «l’allacciamento a pubblici servizi» (cioè acqua, luce e gas). 
Troppa grazia, devono aver pensato a Palazzo Chigi. L’esecutivo, infatti, nel corso del passaggio parlamentare a Montecitorio, ha dato il via libera ad una modifica secondo la quale il sindaco del comune ove sorge lo stabile occupato, «in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, può dare disposizioni in deroga» rispetto ai divieti. 
Un bel favore agli occupanti abusivi, che infatti festeggiano l’eliminazione dell’«automatismo della negazione degli allacci e della concessione della residenza». «Una piccola vittoria. Finalmente ottenuta la possibilità di annullare l’infame articolo che prevedeva per tutte quelle famiglie sfrattate, abbandonate in mezzo ad una strada e che al posto del gelo hanno scelto di occupare un immobile abbandonato, l’impossibilità di stipulare contratti per le utenze», esulta, su Facebook, Prendocasa Torino. «Gli interventi urgenti in materia di immigrazione e di sicurezza urbana stanno per determinare nuovi scenari, nuove funzioni e nuovi ruoli nella gestione delle città», scrive, a mo’ di passaparola, il portale Abitare la crisi. Forti del successo, le associazioni per la casa alzano l’asticella. «Crolla un pezzo del decreto Lupi. Ora la battaglia punta all’integrale cancellazione dell’articolo 5», scandisce il Movimento di Lotta per la Casa Casteddu. 
LA MAPPA 
Secondo una stima molto prudente, sono almeno 600, in tutta Italia, gli immobili occupati abusivamente. Di questi, ha riferito lo scorso 10 gennaio alla Camera il capo della Polizia, Franco Gabrielli, 200 (di edilizia residenziale pubblica) sono a Genova; 176 a Palermo in un plesso del quartiereZen2;101aRoma;24a Torino; 19 a Venezia; 10 a Firenze e due a Bologna. 
Poi ci sono gli edifici occupati dai richiedenti asilo. Il rapporto Fuori campo del marzo 2016 dedicato da Medici senza frontiere agli «insediamenti informali» degli aspiranti rifugiati, rivela che sono almeno 18, lungo il territorio nazionale, le strutture trasformate in residenze per immigrati. Da Torino a Palermo, passando per Roma, Bari e Foggia, ospitano oltre 7mila stranieri. Adesso sgomberarli sarà più difficile.