Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  aprile 24 Lunedì calendario

Lady Essien rilancia. Como va ai playoff, la squadra costata quanto un bilocale

Se pensate alle mogli dei calciatori come a delle ritepavone che stanno a casa a lamentarsi di essere state lasciate sole il giorno della partita di pallone, o ben che vada a wags che twittano foto zuccherose e/o lamentele perché il marito viene poco considerato, ecco se pensate così restereste sorpresi conoscendo Akosua Puni. Moglie di Michael Essien, ghanese ex polmone di Chelsea, Real Madrid e Milan, che oltre al marito ama così tanto il calcio che una squadra ha deciso di comprarsela. E ha preso il Como, di cui è diventata anche presidentessa, pagandolo alla quarta asta fallimentare suppergiù come un bilocale, 237mila euro (ma senza il centro sportivo Beretta di Orsenigo, dove si allena la squadra, appena sequestrato dalla Guardia di Finanza, col sospetto che la vecchia proprietà lo avesse venduto irregolarmente). Il primo risultato è già arrivato: sabato la squadra col 2-1 alla Lupa Roma ha raggiunto i playoff di Lega Pro. Merito non della 41enne Puni, ovvio, ma di una squadra (e di un allenatore, Fabio Gallo) che per tutto il campionato ha retto malgrado le gravissime incertezze economiche societarie e un anno di esercizio provvisorio. Mai una protesta dei calciatori, mai una partita giocata pensando ad altro, e ora la chance almeno di giocarsela per un ritorno immediato in serie B dopo la retrocessione dello scorso anno.
Sarebbe una bella botta di fortuna per l’imprenditrice ghanese, che proprio alla B ha dichiarato di puntare, ma più per l’anno prossimo che per questo. «Siamo appena arrivati, dateci il tempo di capire l’ambiente e impostare il management», ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione, finora l’unica occasione in cui ha parlato. Dove sia finita comunque lo sa: col marito, nell’anno milanista, abitava in zona. E, ha ribadito almeno dieci volte in conferenza stampa, di questo posto è innamorata. «Ma sono affascinata anche dalla storia del club, dalla voglia di lavorare dei suoi cittadini e ho un progetto sui giovani, per questo, volendo comprare una società europea, anzi italiana, ne ho scelto una che storicamente lavora sui giovani. Spero in una condivisione del progetto col territorio: con la collaborazione di tutti possiamo costruire qualcosa di importante». In realtà gli imprenditori italiani ultimamente (non) sono (più) interessati a investire nel calcio italiano, e quanto ai locali basti dire che l’unica offerta arrivata in quattro aste è stata proprio quella di Lady Essien: più probabile insomma che il marchio “Como”, che richiama il lago e la villa di Clooney che ci si affaccia, possa attirare investimenti stranieri.
Ma a proposito di investimenti, sono per ora senza risposta un paio di dubbi su quelli prossimi venturi. Quanti soldi verranno messi per gestione e rilancio della squadra, e soprattutto da chi arriveranno? Akosua Puni è una «business woman», come si è definita, una donna d’affari, che col socio svedese Fredrik Wahlman si occupa di consulenze, mettendo in relazione investitori, multinazionali e governi africani. Non è una prestanome, i soldi li ha messi in prima persona, e questo rispetto a tanti altri casi è già una gran cosa. Ma il timore di qualcuno è che la sua sia solo un’operazione finanziaria alla Thohir, e ci si è spinti perfino a ipotizzare un legame col presidente dell’Inter, che è anche proprietario del Tarsib, la squadra indonesiana dove ora gioca Essien. Lei ha smentito: «Non lo conosco». Qualcuno ha anche storto il naso per un acquisto arrivato solo quando il prezzo era ben sceso rispetto ai 731mila euro iniziali. «Ma quando mi è stato sottoposto il caso Como le prime due aste erano già concluse e la terza era ormai prossima». Ci sarà tempo per chiarire i dubbi. Intanto Como ci crede e le crede: ogni volta che la presidentessa appare allo stadio Sinigaglia è un bagno di folla e una lunga coda per farsi un selfie. Per il resto al momento Lady Essien gestisce la società coi suoi emissari telefonandosi all’alba intorno alle 4.30. Chissà se il buongiorno si vedrà dal mattino.