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 2017  aprile 24 Lunedì calendario

Keitany corre da sola. E fa il record del mondo

La furia con cui Mary Keitany ha aggredito l’asfalto di Londra sa di rivendicazione.
Nessuno pensava che il record di Paula Radcliffe, uno qualsiasi dei suoi record, fosse avvicinabile al momento e nessuno è così disposto a fidarsi dei tempi straordinari in questo periodo. Ma lei ha pestato duro lo stesso: ha corso contro ogni logica la maratona di Londra, una gara che aveva già vinto due volte, ma la terza è diversa perché si è presa il record tutto al femminile: 2 ore, 17 minuti e 01. Il record assoluto resta di Radcliffe, ma non è un cronometro facile da decifrare perché il 2h15’25 piazzato nel 2003 sfruttava lepri maschili. E non sono più ammesse. Il numero di riferimento era 2h17’42, in piedi da 12 anni e considerato comunque inavvicinabile. Fino al km numero 30, Keitany è stata sotto il record misto poi si è accontentata di questo e ha scelto la strada più difficile, ha osato.
È partita veloce, in testa dal via, ha corso dietro a una lepre esuberante che poteva lasciarla senza fiato e si è trovata a superare quelle successive perché andava troppo forte: non riuscivano a starle dietro. Le avversarie l’hanno lasciata andare, erano convinte di raccoglierla per strada: tattica suicida. Keitany ha continuato, ha aumentato e a un certo punto ha dovuto aggiustare il tiro per non sballare però senza andare in affanno, sempre restando in totale controllo di una corsa spettacolare. E folle.
La allena un italiano di Torino, Gabriele Nicola che spesso ha dovuto seguirla anche via e-mail. Il Kenya vorrebbe riappropriarsi delle proprie star e non è sempre facile gestirle, ma lei è un tipo convinto. Ha vinto tre volte anche a New York e non ha paura dei sospetti. Che purtroppo ormai scattano con il cronometro.
Prima hanno pescato positiva Rita Jeptoo, vincitrice a Chicago e Boston, poi la campionessa olimpica Sumgong. Entrambe keniane. come Keitany. Lei ha sovrapposto un ritmo forsennato al rumore di fondo: «Loro hanno messo il Kenya sotto i riflettori per il motivo sbagliato, ma il talento non ha bisogno di extra. Solo di allenamento. Io non prendo scorciatoie».