La Stampa, 24 aprile 2017
Quanto conta il curriculum? Cinque mosse per trovare lavoro
Gli ultimi dati sono impietosi: per cercare e trovare lavoro sei italiani su dieci usano ancora il passaparola. Chi cerca lavoro in modo più professionale sa che sono necessarie alcune competenze, soprattutto saper scrivere un curriculum. Ecco le cinque le mosse per i cercatori di lavoro.
Annunci web e inserzioni
Mentre sulla carta dei giornali le inserzioni rimaste sono rivolte a figure molto specializzate, a spopolare sono gli annunci di ricerca di personale che affollano il web. Bisogna saperle leggere e usarle con prudenza, perché le bufale e le truffe sono all’ordine del giorno. Il motore di ricerca più noto è Jobrapido, che conta oltre 20 milioni di lavori pubblicati ogni mese e oltre 60 milioni di utenti registrati. Vanno bene Linkedin, Infojobs, Monster, tanto per citare i più noti.
Agenzie e aziende
Gli intermediari professionali della ricerca di lavoro sono le agenzie private autorizzare e i centri pubblici per l’impiego. Le prime nascono vent’anni fa e sono agenzie di servizi certificate dal ministero del Lavoro. I centri per l’impiego sono in pieno cambiamento e si occuperanno sempre di più di ricerca e ricollocazione. Le agenzie private confluiscono in due associazioni, Assolavoro e Assosomm, nelle quali via web si possono avere le credenziali delle agenzie associate. Anche in questo caso l’agenda del cercatore prevede una consultazione settimanale delle singole offerte e opportunità.
Fiere e saloni
Durante l’anno sono molte le occasioni per informarsi sulle opportunità di lavoro e di formazione. Fiere del lavoro e saloni della formazione vengono organizzati in tutte le regioni, nelle principali città e presso quasi tutte le università. Le più importanti sono Job&Orienta a Verona, che si tiene a novembre nella città scaligera ed è organizzata dal ministero del Lavoro e da quello dell’Istruzione (www.joborienta.info), e Io Lavoro a Torino (www.iolavoro.org).
Curriculum
Su carta, con il computer, in italiano o in inglese, il curriculum resta ancora lo strumento decisivo. Tra le migliaia che arrivano nelle aziende o nelle società di ricerca i selezionatori del personale, oltre alle doti professionali, oggi dare per scontato, cercano una persona, che sappia manifestare da subito alcune doti e potenzialità: non solo competenze professionali ma talenti personali. Il curriculum inoltre deve attrarre e incuriosire, non sfiancare il selezionatore con trionfi e successi difficili poi da dimostrare. No a cv burocratici e buoni per tutte le aziende: ogni destinatario va personalizzato.
Colloquio
Se infine il curriculum ha fatto centro, arriva il momento del colloquio. Vi possono essere colloqui di gruppo prima del colloquio individuale. Il colloquio va preparato con attenzione: informarsi sia sulle agenzie di selezione che sul settore, visto che per arrivare al nome dell’azienda che cerca ci vuole tempo. Mostrarsi interessati agli sviluppi e ai percorsi che l’azienda ha in programma. Avere pazienza: «Le faremo sapere», è spesso il congedo del selezionatore. Ma dopo tre-quattro settimane di silenzio sarà utile prepararsi meglio per una nuova selezione.