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 2017  aprile 24 Lunedì calendario

Messi killer del Real. Leo arriva a 500 gol, al 92’ gela il Bernabeu. Il Barça riapre la Liga

C’è solo Messi in questo Barcellona. Leo lo sa bene e alla fine, quando a 6 secondi dalla fine segna il 3-2 per il Barça che decide il Clasico e riapre la Liga si toglie la maglia e la fa vedere al Bernabeu ammutolito. Un gesto d’orgoglio che forse qualche anno fa non avrebbe fatto. Ma qualche anno fa non gli toccava cantare, portare la croce, correre, servire i compagni e segnare. Se il Barça è vivo è solo perché «el enano» non vuole mollare. Non segnava in un Clasico dal 2014, 6 partite: Ieri ha fatto due gol, ha fatto ammonire subito Casemiro ed espellere Ramos nella ripresa e molto molto altro. «Ronaldo è un goleador, Messi è un genio, non c’è confronto tra i due», il commento di Fabio Capello, uno che al Bernabeu sapeva come vincere.
UNA GARA IN MENO Il Barcellona ha raggiunto il Madrid in vetta e lo ha superato negli scontri diretti (pari al Camp Nou e vittoria ieri). Il Real Zizou deve però recuperare una gara, il 17 maggio a Vigo col Celta, tra le ultime due giornate. Per la squadra di Zidane non aver eliminato definitivamente questo Barça incornato dalla Juventus e con 3 sconfitte e zero gol fatti in 3 delle ultime 4 gare giocate prima di ieri sera è davvero disdicevole. Il Madrid va a segno da 56 partite ma Keylor Navas prende gol da 16, una delle letture di questo Clasico meraviglioso, indomabile, frenetico. Con 24 tiri nello specchio e 13 fuori. Il Madrid è andato in vantaggio con Casemiro, è stato raggiunto da Messi (vintage blaugrana, 18 tocchi e 8 uomini coinvolti nell’azione), poi nella ripresa Rakitic e il pareggio all’86’ di James Rodriguez, appena entrato. Non aver saputo difendere il pari nei minuti finali, con il plus di entusiasmo garantito dai miseri 2 minuti di recupero dati dall’arbitro rivelano una fragilità psicologica preoccupante.
SCELTA BALE Zizou ha iniziato con Bale perché il gallese spinge più per giocare che quando gioca ed è di cristallo: è durato 35 minuti giocati senza incidere in alcun modo. Luis Enrique ha schierato gli stessi della Juve con Alcacer al posto di Neymar, squalificato e dopo un’inutile pantomima legale alla fine lasciato a Barcellona. Il giovane arbitro Hernandez Hernandez ha sbagliato tanto, non aiutato nemmeno dai suoi assistenti, il Barça non vedeva la porta (unico tiro nello specchio il gol di Leo), il Madrid si è scontrato contro Ter Stegen, impreciso nell’uscita su Ramos che ha portato al gol di Casemiro ma poi autore addirittura di 12 parate. Nella ripresa il tedesco è stato emulato da Keylor Navas, decisivo su Suarez, Alcacer e Piqué. Luis Enrique ha inserito solo lo spento Andre Gomes per il sacrificato Alcacer, Zidane ha evitato il rosso a Casemiro cambiandolo con Kovacic, ma non ha potuto evitare il suicidio di Ramos, l’uomo più espulso dei Clasicos e del Madrid. Ha azzeccato la mossa James Rodriguez, ma non ha saputo trasmettere la propria freddezza ai suoi.
GELIDO LEO Leo sì che è rimasto gelido, e ha congelato anche il Bernabeu col 31° gol in Liga (6 volte sopra quota 30), il 47° in 46 partite stagionali, il 23° in 34 Clasicos e il numero 500 in blaugrana. Il Barça è lui. E vediamo cosa chiederà per rinnovare. Meno della luna ci sembra poco.