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 2017  aprile 23 Domenica calendario

Con Nespoli a bordo anche due colleghi esperti: il russo Rjazanskij e lo statunitense Bresnik

Paolo Nespoli è nato a Milano il 6 aprile 1957. Ottiene un Bachelor of Science in Aerospace Engineering nel 1988 dalla Polytechnic University of New York e, nel 1989 riceve, sempre dalla stessa università, un Master of Science on Aeronautics and Astronautics. Nel 1990, l’Università degli Studi di Firenze gli conferisce la laurea in Ingegneria Meccanica. Entrato nell’Esercito italiano nel 1977, diventa sottufficiale istruttore di paracadutismo presso la Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa. Dal 1982 al 1984 è inviato a Beirut, in Libano, con il Contingente Italiano della Forza Multinazionale di Pace. Nel 1991 è assunto dal Centro Astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea a Colonia in Germania, e come ingegnere addetto all’addestramento degli astronauti, contribuisce alla preparazione e alla realizzazione dell’addestramento di base degli astronauti europei e organizza e gestisce le loro attività di preparazione alle missioni. Nel 1996 viene trasferito al Johnson Space Center della Nasa a Houston negli Stati Uniti, dove è impegnato per l’addestramento ed integrazione, lavora alla preparazione dell’addestramento del personale di terra e di volo della Stazione spaziale internazionale. Nel luglio 1998 è selezionato come astronauta dall’Agenzia spaziale italiana, successivamente viene integrato nel Corpo astronauti europeo dell’Esa.
Nespoli è stato già in orbita in due missioni: sullo Space Shuttle della Nasa per la missione Sts 120, nell’ottobre 2007, e poi per quasi sei mesi, partendo con una Sojuz nel dicembre 2010. La stessa che poi lo riporterà a Terra nel maggio 2011.
Per questa sua terza missione, i suoi compagni sono il russo Sergej Rjazanskij e lo statunitense Randolph Bresnik. Rjazanskij, classe 1974, comanderà la Sojuz. Ha già una missione all’attivo, come comandante della Sojuz Tma-10M per la “Spedizione 36” del 2013. Ha trascorso quindi 166 giorni in orbita, e ha effettuato tre “passeggiate spaziali”. Prima di diventare cosmonauta, aveva partecipato, nel 2009, alla seconda fase della missione “Mars 500”, organizzata dall’Esa europea con l’agenzia spaziale russa. Fu una simulazione di missione marziana, della durata, appunto, di 500 giorni. Nell’equipaggio di sei astronauti (anche se la simulazione avvenne a Terra, presso il Centro di Medicina Aerospaziale a Mosca), della più completa e verosimile simulazione di missione marziana sinora compiuta, c’era anche un italiano, di origine colombiana: il giovane ingegnere Diego Urbina. Randolph Bresnik, della Nasa, classe 1967, è anch’egli veterano di un volo spaziale, a bordo dello Space Shuttle per la missione Sts 129 nel 2009. Ha trascorso 12 giorni in orbita e ha effettuato due “passeggiate spaziali”.