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 2017  aprile 23 Domenica calendario

Ritratto di Fillon prima del voto

PARIGI «Non vi chiedo di amarmi. Ma di sostenermi, perché ne va dell’interesse della Francia», dice François Fillon, il sopravvissuto. Quando a gennaio è scoppiato lo scandalo degli impieghi fittizi di moglie e figli, l’uomo che aveva stravinto le primarie della destra sembrava finito. E quando la procura finanziaria lo ha indagato, il candidato tutto rigore e moralità è apparso impresentabile al suo stesso partito, i Républicains, che a lungo hanno cercato una soluzione alternativa.
Un pretendente all’Eliseo sotto inchiesta. Per truffa e altri reati, proprio lui che aveva attaccato il rivale Nicolas Sarkozy immerso nei guai giudiziari con l’ormai celebre domanda retorica: «Qualcuno può immaginare il generale De Gaulle indagato?».
Eppure il 63enne François Fillon, indagato e testardo, resiste. Nelle ultime settimane ha inanellato altre gaffe, ma non importa. Si è fatto regalare abiti su misura per 13 mila euro dal faccendiere Robert Bourgi, implorandolo di mantenere il silenzio perché «sei impresentabile» (e lui ovviamente ha raccontato tutto).
La sera di giovedì, subito dopo l’attentato agli Champs-Elysées, Fillon ha parlato in diretta tv di inesistenti «altre azioni terroristiche attualmente in corso», il suo contributo di peso al dilagare delle fake news. Ma niente importa perché, come dice lui stesso, Fillon ai francesi non chiede simpatia ma strumenti per realizzare le dure riforme ineludibili «se si vuole salvare il Paese». Gli assi del programma sono tre: «liberare l’economia», «riaffermare i valori della Francia» e «restaurare l’autorità dello Stato», affiancati dopo l’attentato dalla «lotta al terrorismo, priorità assoluta del nuovo presidente della Repubblica».
Rispetto a Macron mai eletto neanche in una circoscrizione e da lui trattato come un ragazzino, Fillon sottolinea la propria esperienza maturata in 36 anni di vita politica di cui 5 da primo ministro, e promette alcuni provvedimenti decisivi: la soppressione di mezzo milione di posti di funzionari pubblici, un taglio dei prelievi (tra oneri sociali e tasse) di 50 miliardi di euro per le imprese, la riscrittura della legge sul «mariage pour tous» nella parte relativa alle adozioni, riportare l’età della pensioni a 65 anni(ora è a 62), recuperare sovranità in Europa ma senza uscire dall’Ue, e in politica estera riallacciare i rapporti con la Russia. «Farò della Francia la prima potenza europea in 10 anni», dice. Appoggiandosi anche a Sens Commun, l’associazione di cattolici anti-nozze gay alla quale Fillon avrebbe promesso alcuni ministeri.