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 2017  aprile 21 Venerdì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - UN ALTRO ATTACCO JIHADISTA IN FRANCIA REPUBBLICA.ITXavier Jugelé era nato a Bourges il 4 maggio 1980 e tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno e un nuovo lavoro: dalla polizia stradale, addetto al traffico e all’ordine pubblico, sarebbe passato alla giudiziaria

APPUNTI PER GAZZETTA - UN ALTRO ATTACCO JIHADISTA IN FRANCIA

REPUBBLICA.IT
Xavier Jugelé era nato a Bourges il 4 maggio 1980 e tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno e un nuovo lavoro: dalla polizia stradale, addetto al traffico e all’ordine pubblico, sarebbe passato alla giudiziaria. Così si apprende dal quotidiano francese Le Figarò. La sera del 20 aprile stava terminando il servizio di sorveglianza davanti a un centro culturale turco situato al numero 102 degli Champs-Élysées, a Parigi, quando è stato raggiunto dai colpi di un kalashnikov esplosi da un uomo sceso da un’automobile nel bel mezzo del boulevard. Nell’attacco, poi rivendicato dall’Isis, altri due agenti sono rimasti feriti, così come una turista raggiunta da alcune schegge. Xavier è rimasto a terra, là dove oggi tra le insegne delle boutique più importanti del mondo, qualcuno ha lasciato un fiore. L’ennesimo. Condividi   "Sono felice di essere qui", aveva dichiarato in una intervista a People lo scorso 12 novembre durante il concerto di Sting in occasione della riapertura del Bataclan. "E’ simbolico, siamo qui come testimoni, qui per difendere i nostri valori civili e questo concerto celebra la vita, dice no al terrorismo". Nella stessa intervista il poliziotto aveva dichiarato di essere andato al Bataclan tante volte, anche la sera del 13 ottobre come uno dei tanti agenti chiamati per rispondere all’emergenza.

Pour ne jamais oublier Xavier.
RIP pic.twitter.com/HWzvWN0R90

— Flag ! (@flagasso) April 21, 2017 Un impegno, quello del poliziotto, esercitato non solo nella professione - lo scorso 20 gennaio si era distinto per aver fatto evacuare uno stabile di Parigi dopo una esplosione - ma anche nella vita privata. Oltre all’iscrizione al sindacato nazionale dei poliziotti, Xavier faceva parte di Flag!, l’associazione di lesbiche, gay, bi e trans della polizia e della gendarmeria. Aveva un compagno al quale si era unito civilmente (in Francia i Pacs sono in vigore dal 1999) ma nessun figlio. A lui il Governo e il Comune di Parigi renderanno omaggio la prossima settimana, in una data ancora da concordare, mentre già nella giornata successiva all’attacco i colleghi hanno deposto una corona sul luogo della sua morte e il Consiglio regionale dell’Ile-de-France ha osservato un minuto di silenzio. Mickael Boucheron, presidente dell’associazione Flag!, spiega a Repubblica: "La notizia della morte di Xavier ci ha lasciato tutti sotto choc. In molti lo conoscevamo personalmente dato che era iscritto da due anni e frequentava l’associazione. Per il momento non abbiamo organizzato nessuna commemorazione particolare, oltre agli omaggi svolti oggi, e ci riserviamo di farlo in futuro. Confermo che avrebbe cambiato settore la prossima settimana"

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PARIGI -  L’uomo che ha ammazzato un poliziotto e ne ha feriti altri due ieri nel centro di Parigi prima di essere ucciso è stato identificato. Si chiama Karim, ma il suo nome completo per il momento non sarà rivelato. Aveva 39 anni ed era conosciuto dall’intelligence francese per la sua "radicalizzazione". Secondo l’emittente BFMTV, era stato precedentemente condannato a 15 anni di carcere per aver sparato a due agenti di polizia nel 2001. Inoltre, aveva riferito di aver vissuto nelle periferie della capitale francese. Il quotidiano Le Parisien afferma invece che sulla base dei documenti trovati nella vecchia Audi A4 color argento da cui il killer è sceso per attaccare una camionetta della polizia si chiamerebbe Karim Cheurfi, avrebbe 39 anni e nel 2003 era stato condannato a 20 anni di reclusione - pena ridotta a soli 5 anni - per aver tentato di uccidere tre uomini, inclusi due agenti, nel 2001 a Roissy-en-Brie. L’antiterroismo sta perquisendo la sua casa nell’area di Seine-et-Marne mentre nell’auto sarebbero stati trovati un fucile a pompa e armi bianche, tra cui un coltello da cucina, appunti scritti a mano con l’indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina a dove abitava l’uomo, e di tre armerie. Nella stessa auto, riferiscono sempre i media, c’erano anche un Corano e fogli scritti inneggianti all’Isis, così come messaggio di sostegno allo Stato islamico sarebbero stati ritrovati accanto al cadavere. Tre persone considerate a lui vicine, probabilmente parenti, sono sotto interrogatorio - in stato di fermo - dei servizi antiterrorismo francesi. Parigi, sparatoria sugli Champs-Élysées: il fotoracconto

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LA PISTA BELGA - Tra notizie contraddittorie, indiscrezioni e smentite, resta forte l’ipotesi che l’attentatore abbia goduto della complicità di un jihadista arrivato dal Belgio. Il primo forte indizio è la rivendicazione arrivata nella notte da parte dell’Isis che ha attribuito l’attacco parigino a Abu Yousif al-Belgiki (il belga). Effettivamente le autorità francesi, su indicazione dei servizi del Belgio, hanno diramato questa mattina un mandato di ricerca nei confronti di un tale Youssouf el Osri. Il sospettato si è però presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa per dimostrare la sua estraneità. "Attualmente non c’è nessun legame tra l’attacco di Parigi e il nostro paese", ha scritto su Twitter il ministro dell’Interno belga, Jan Jambon. "Non abbiamo alcuna informazione su un legame con il Belgio", ha confermato il ministro della Giusizia, Koen Geens. "Questa situazione è valutata. Ieri sera questa idea era evocata. Ma l’uomo si è consegnato e non sembra più essere il caso", ha spiegato Geens. Stando ad alcune indiscrezioni nella sua abitazione la polizia belga avrebbe rinvenuto però armi, passamontagna e un biglietto ferroviario per Parigi con partenza giovedì mattina.

Questa mattina intanto, mentre gli Champs-Élysées sono stati riaperti al traffico, è stata convocata una riunione d’emergenza del Consiglio di difesa francese. L’incontro ha avuto inizio poco dopo le 8. Oltre al presidente François Hollande, vi prendono parte il primo ministro Bernanrd Cazeneuve, i ministri dell’Interno, della Giustizia, della Difesa e degli Esteri, oltre che i numeri uno dei servizi di sicurezza, dell’intelligence, delle forze armate. In tutto una quindicina di persone. Si è appreso infine che la passante ferita durante l’attentato di ieri sera è una donna di nazionalità tedesca residente in Francia. E’ stata colpita al piede e dovrà  essere operata.