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 2017  aprile 21 Venerdì calendario

Un’auto tedesca ma fatta in Cina

Borgward, ovvero la resurrezione, grazie ai capitali cinesi, del marchio tedesco di automobili scomparso nel 1961. Nel 2018 la nuova proprietà, Beiqi Foton, ha annunciato che riporterà in Europa, a Brema, l’assemblaggio delle vetture attualmente prodotte in Cina. Se ben si comprende l’acquisto da parte di gruppi automobilistici cinesi di Volvo, seducente marchio svedese, o di Mg, «so british», è più difficile spiegare quello del marchio tedesco Borgward da parte del costruttore di bus, il cinese Beiqi Foton che presenta al salone dell’auto di Shanghai (fino al 28 aprile) un nuovo Suv, il Borgward BX7 elettrico.
Secondo quanto ha fatto sapere Bloomberg, ripreso da Le Figaro, sono stati venduti 30 mila Beiqi Foton versione classica, in otto mesi. Un BX5 completa la gamma.
Ma chi si ricorda di Borgward, fondato a Brema nel 1933 da Carl Friedrich Wilheim Borgward e scomparsa nel 1961 dopo aver prodotto più di un milione di modelli? Nessuno. I cinesi non si sono posti il problema quando hanno acquisito questo marchio per 5,3 milioni di dollari (4,9 mln di euro) nel 2014 dal nipote del fondatore. Per tentare di restare fedele alle origini tedesche del marchio, il gruppo di Pechino è andato a scovare il suo presidente e ad., Ulrich Walker, in Germania. E in effetti, meno si parla di Cina evocando Borgward e più Beiqi Foton è contenta. Da un lato, i consumatori cinesi amano il bello made in Germany e dall’altra vogliono pagare il meno possibile i suoi marchi. Tutto va bene per valorizzare la cultura del marchio tedesco come le sfilate di vecchi modelli sul podio in Germania negli anni Cinquanta. I cinesi di Beiqi Foton ne hanno promesso una resurrezione virale.