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 2017  aprile 21 Venerdì calendario

Babacar: «È ora di sfondare. Grazie Fiorentina. Un trofeo e poi...»

Inter, atto primo. «Campionato 2014-15, Montella in panchina. Battiamo 3-0 i nerazzurri al Franchi. Segno un gol splendido con una conclusione di esterno collo da fuori area. Una delle reti più belle della mia carriera. Montella è stato un grande maestro. C’è una sua frase che non ho mai dimenticato: “Baba, ricorda che i gol brutti valgono quanto quelli belli”. Con il mister mi sono divertito. Spesso a fine allenamento mi sfidava. Dieci tiri da fuori area a chi faceva più gol. Vincevo quasi sempre io. Voglio bene a Montella».
Inter, atto secondo «Febbraio 2016, vittoria per 2-1. Sousa in panchina. Segno un gol di rapina. Importante. Il tecnico portoghese mi ha insegnato a essere un attaccante completo. Che sa quando pressare gli avversari e quando aspettare. Che lavora per la squadra. Che deve sempre essere dentro la partita».
Inter, atto terzo Domani sera al Franchi. «Una partita che dobbiamo vincere. L’Europa è lontana. Ma abbiamo il dovere di fare punteggio pieno nella gare che mancano prima della fine del campionato. Difficile, non impossibile. La Fiorentina vale molto più della sua attuale classifica. E a volte lo abbiamo dimostrato». El Khouma Babacar ti guarda con quel suo sguardo che ispira tenerezza. In passato qualcuno lo ha paragonato a Balotelli. Nel senso, tutto genio e sregolatezza. Sbagliato. Baba è un soldatino. Timido, educato. La sua media gol è da top-bomber. Eppure ha giocato poco, pochissimo. E ancora oggi la Fiorentina fatica a inquadrarlo. Titolare nella prossima squadra viola o eterna alternativa? Lui ha le idee chiare.
«Il mio primo obiettivo è restare a Firenze e vincere una Coppa con questa maglia. Solo dopo aver centrato questo traguardo potrei pensare di andare in cerca di nuove sfide. Firenze è la mia casa».
Dopo quel gran gol all’Inter lei fu corteggiato dal club nerazzurro.
«L’Inter mi voleva. Seriamente. Ma io allora ho scelto Firenze. Questa città mi ha accolto come un figlio, mi sento in debito. Voglio fare qualcosa di importante per i nostri tifosi».
Corvino è un suo ammiratore.
«È un secondo padre. È stato lui a portarmi a Firenze dieci anni fa. Mi fido di Corvino».
La sua carriera è arrivata a un bivio.
«Vero. Per il momento ho avuto poche opportunità. Ma certo non per colpa di Kalinic che è uno dei centravanti più forti d’Europa. Ora cerco la mia occasione. Sono convinto di poter essere il centravanti titolare di una squadra che lotta per la zona Champions. Spero che sia la Fiorentina a garantirmi questa possibilità».
La squadra viola è arrivata alla fine di un ciclo.
«Stiamo vivendo un campionato sfortunato. Andate a leggere quanti pali abbiamo preso, sono numeri da record. E contro di noi i portieri spesso hanno fatto miracoli. Però non è ancora finita».
Chi le piace dell’Inter?
«Icardi è un grande bomber, può vincere la classifica dei cannonieri».
Un titolo con molti pretendenti.
«Il rivale di Icardi è Belotti. Il centravanti del Toro è una stella».
Il suo amico Bernardeschi va o resta?
«Spero che resti. Federico in questo momento ha nella mente e nel cuore solo la Fiorentina. Tutto a suo tempo».
Chiesa è la faccia sorridente del gruppo viola.
«È forte forte. Nella testa oltre che nelle gambe. Diventerà un top-player».
Il suo modello di attaccante?
«Il calcio non lo guardo mai in televisione. E non lo gioco alla playstation. Quindi fatico a dare giudizi su atleti che non sono della Fiorentina. Ma sono molto competente di basket Nba».
Il suo idolo della Nba?
«Non ho dubbi: Westbrook. Lo guardo incantato. È un vero fenomeno, il simbolo di Oklahoma City. Il basket è una delle mie passioni con la musica».
Torniamo al calcio, a giugno dovrebbe essere convocato nella nazionale senegalese.
«A giugno ci attende una sfida importante per le qualificazioni mondiali contro la Guinea Equatoriale. Siamo una nazionale giovane. Di talento».
La squalifica di Kalinic le garantisce una maglia da titolare, un’occasione da non perdere.
«Al Franchi si gioca Fiorentina-Inter, non Babacar contro tutti. A me interessa che sia la Fiorentina a conquistare tre punti per tenere vivo il piccolo sogno europeo».
Il sogno nel cassetto?
«Dimostrare a tutti quello che valgo. Non sono più un ragazzino. È l’ora di dimostrare a tutti che sono pronto per un ruolo da attore protagonista».