Panorama, 14 aprile 2017
L’economia fa le nozze coi fichi secchi: é il momento del boom
C’è chi, per risparmiare, fa le nozze coi fichi secchi. E chi invece coi fichi secchi e le noccioline ci va a nozze e fa grandi affari. Il mercato della frutta secca, sia sgusciata che disidratata, viaggia a vele spiegate. Una crescita non più limitata ai soli periodi delle feste di Natale ma legata ai benefici per la salute e alle proprietà nutrizionali. Un trend in crescita sbandierato con orgoglio da Nucis Italia, l’associazione delle principali aziende del settore. E confermato dai dati raccolti da Iri Infoscan Census (relativi al primo semestre 2016) che testimoniano l’impennata di vendite nella grande distribuzione: mandorle, pistacchi, uva sultanina, prugne denocciolate e compagnia bella hanno fruttato ben 625 milioni di euro, con un aumento del 9,4 per cento rispetto all’anno precedente. Un volume impressionante, pari a 52.460 tonnellate (+4,4 per cento). Una ricerca della Nielsen spiega come tra il febbraio 2016 c il gennaio 2017, si sia registrato un incremento di oltre il 12 per cento delle vendite di f rutta secca confezionata nei supermercati, pari a 704 milioni. La regina dei semi oleosi è la mandorla che, nei dodici mesi in esame, ha portato nelle casse della grande distribuzione ben 89,4 milioni di euro (più 22 per cento). Ma anche le arachidi senza guscio si difendono bene (48,6 milioni, +8,8), assieme alle noci sgusciate (47,7 milioni, +19,4) e alla frutta essiccata (119,6 milioni, +7).
Di fronte a dati così incoraggianti le aziende italiane di trasforma zione della frutta secca festeggiano. E assumono. Come è successo alla Noberasco, storica fabbrica del Savonese, che dagli 85 dipendenti del 2012 è passata agli attuali 140,ovvero40 in più di quelli ipotizzati dal piano industriale preparato quell’anno in vista del trasferimento nel nuovo stabilimento di Carcare.
Oggi la società, guidata della famiglia Noberasco da quattro generazioni, è leader europea nel settore della frutta secca e disidratata con una produzione totale di 14 mila tonnellate e un fatturato che negli ultimi cinque anni è aumentato del 20 percento (da 91 a 109milioni di euro).
E c’è anche chi, come l’azienda messinese Damiano, si è specializzata nel prò mettente mercato di nicchia della frutta secca di origine biologica. La Damiano si occupa principalmente di trasformazione e“commercializzazione di specialità siciliane come i pistacchi di Bronte e le mandorle di Noto, ma di recente è passata anche alla coltivazione. Comprando oltre 200 ettari nell’area di Mazzarino (Caltanissetta) e piantando migliaia di mandorli.