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 2017  aprile 19 Mercoledì calendario

Un futuro felice

Una domenica mattina qualunque, in un futuro prossimo. I negozi sono chiusi, i supermercati e i centri commerciali anche. È la strategia del governo per restituire i perduti affetti alle famiglie: nessuno lavora più di domenica, si sta assieme, genitori e figli a riscoprire la felicità. Poi, siccome non si capiva perché dovessero essere tristi le famiglie dei tassisti o dei camerieri o dei cassieri del cinema, si è deciso di fermare i taxi, e giù le serrande di bar e multisala. Non girano gli autobus né le metropolitane. Non ci sono i giornali (ok, è un vantaggio). Non ci sono i netturbini (ok, a Roma non si nota). Tutti in casa, e dopo un paio d’ore di amorevolezze si accende la radio. Muta. Niente neanche in tv, per la felicità delle famiglie di tecnici, conduttori e cameraman. Fermo il campionato di calcio, non tanto per i calciatori, scandalosamente ricchi, ma per gli arbitri, i telecronisti e gli steward dello stadio. Non c’è il Gran premio di Formula uno e neanche la Parigi-Roubaix di ciclismo. A terra gli aerei, parcheggiati in stazione i treni. Disperati i turisti, e non soltanto perché non si entra nei musei né nei parchi né nei ristoranti, ma perché ovviamente è giorno di riposo per gli alberghi. Basta con le farmacie di turno, basta coi pronto soccorso, autogestione negli ospedali in attesa che, felici, tornino al lunedì mattina medici e infermieri. Non c’è in giro un vigile. Rintanati i carabinieri e i poliziotti. E allora i soliti furbi ne approfittano: i ladri lavorano soprattutto il week end, però sono felici il resto della settimana.