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 2017  aprile 16 Domenica calendario

L’amaca

Non è facile giudicare il drappello di cliccanti che ha abboccato alla ributtante calunnia sulla sorella di Laura Boldrini (e abbocca a tante altre): essere sciocchi o sprovveduti o avvelenati dal malanimo non è un crimine, è una disgrazia e una menomazione civile. L’emancipazione della folla anonima e impotente che non trova altra maniera, per sentirsi partecipe, che applaudire i capestri e accodarsi ai linciatori, è un processo che dura da secoli e impiegherà altri secoli per fare qualche passetto in avanti. Pian pianino.
Non c’è invece alcun problema nel giudicare il tizio che quella calunnia ha architettato e messo in rete, perché la calunnia è un crimine. Qualora la polizia postale fosse in grado di individuarlo, esiste già giurisprudenza quanta ne basta per fargli passare i guai che merita. E a parte l’aspetto legale della vicenda, non esiste margine etico per difenderlo: è un vigliacco che si accanisce contro i morti, punto. Forse il dibattito a proposito del web sta diventando un po’ troppo ideologico, con complicanze tecno-politiche ed elucubrazioni sul nuovo che avanza non sempre pertinenti. Che consegni la posta a cavallo o navighi sul web, un mascalzone rimane un mascalzone.