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 2017  aprile 14 Venerdì calendario

Consip, la svolta dei pm. Tutto il mega-appalto finisce sotto indagine

ROMA La settimana aperta dall’accusa di falso al capitano del Noe dei carabinieri che ha condotto l’indagine Consip si chiude con altri carabinieri (quelli del Nucleo investigativo) e finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli negli uffici della Centrale di acquisti della pubblica amministrazione per un’acquisizione di documenti sulla gara FM4. Su tutti e 18 i lotti della più grande commessa pubblica mai appaltata in Europa (2,7 miliardi di euro), provvisoriamente e per la maggior parte vinti da “Romeo gestioni” (4 lotti per un valore di 609 milioni), Manutencoop (4 lotti, 532 milioni), Cofely (4 lotti, 585 milioni). «Una gara – come scriveva il gip nell’ordinanza che disponeva l’arresto per corruzione dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo – che sembra essere gestita a suon di tangenti o mediante la ricerca di soggetti all’interno dell’alta politica».
L’acquisizione di documenti in Consip disposta dal procuratore aggiunto della Procura di Roma Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi si accompagna, per altro, alla contestuale richiesta di incidente probatorio per fissare la confessione di Marco Gasparri (il dirigente di Consip che ha ammesso di aver ricevuto 100 mila euro di tangenti in tre anni da Romeo per facilitarlo nella gara FM4). Sono due mosse che mettono qualche punto fermo in una storia che continua ad essere deformata nel discorso pubblico dall’agitarsi sgangherato di chi, quale che sia la sponda, conta di ricavarne qualche lucro (politico e non). Che smontano l’argomento infantile in ragione del quale a Napoli ci si dannava per cercare le responsabilità dei corrotti mentre a Roma si briga per nasconderle dietro i falsi di un ufficiale dell’Arma. Che provano dunque a sottrarre l’inchiesta giudiziaria e il suo percorso al calendario della politica, al suo spin, quale ne sia la paternità. E che segnano un cambio di passo nel metodo e nell’approccio inquirente rispetto alla sua prima fase, quella istruita dalla Procura di Napoli (il Csm ha rinviato a martedì la decisione se autorizzare o meno l’apertura di una pratica disciplinare chiesta dai consiglieri del centro- destra) e dalla squadra del Noe dei carabinieri comandata dal capitano Scafarto (da ieri in ferie).
L’allargamento dell’oggetto dell’inchiesta ai lotti di gara vinti, oltre che dalla “Romeo”, dalla “Manutencoop” e dalla “Cofely” colma infatti una lacuna (quei documenti, evidentemente, nessuno li aveva ancora mai acquisiti). Amplia il perimetro delle potenziali responsabilità nella malversazione. Smonta l’argomento di chi ha ridotto la storia delle corruzioni che avrebbero pilotato l’appalto da 2,7 miliardi di euro al solo traffico di influenze di cui è accusato Tiziano Renzi e all’asserita fuga di notizie dell’entourage dell’ex premier per sabotare il lavoro inquirente della magistratura. Con una logica (dimostrata dalla richiesta di incidente probatorio di Gasparri). Quella di mettere progressivamente al sicuro quelle evidenze in grado di dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio i reati che nel fascicolo vengono contestati. Corruzione, traffico di influenze, fuga di notizie, falso, favoreggiamento (la confessione di Gasparri, con l’incidente probatorio, aprirebbe infatti la strada alla richiesta di giudizio immediato di Romeo, ancora detenuto a Regina Coeli). E con un ordine. Affrontare la piramide accusatoria partendo dalla base. E non dal vertice.
Il sequestro di atti della gara FM4 ha anche un altro effetto. Carica di responsabilità anche i vertici di Consip che – come ha ricordato il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone – ha ora tutti gli strumenti di legge per poter escludere dall’aggiudicazione definitiva dei lotti le aziende coinvolte nell’inchiesta penale, «anche senza dover attendere le sentenze passate in giudicato».