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 2017  aprile 14 Venerdì calendario

L’amaca

L’Isis odia il calcio; l’Isis odia la musica; l’Isis odia il vino; l’Isis odia Parigi; l’Isis odia le ragazze in blue-jeans; ma santo cielo, è mai possibile che l’Isis odii precisamente, inesorabilmente tutto quello che piace a me? Esisterà a questo mondo una cosa, dico solamente una, che piace a me e piace anche all’Isis? Non so: i negozi di ferramenta; la pastiera napoletana; Laurel& Hardy; giocare a boccette nel biliardo senza buche; i cipressi; le pentole di coccio; I funghi dal vero di Bruno Cetto in sette volumi; la spiaggia di Bonassola; le lenticchie; le botteghe di falegname; camminare in montagna; andare in tram a Milano: c’è una sola di queste cose che piace anche all’Isis?
Oppure, facciamo al contrario: potrebbe di grazia rendere noto, l’Isis, se esiste qualcosa (a parte l’Isis) che non sia meritevole di rogo, condanna, decapitazione, distruzione, rapimento, esplosione, cancellazione? Se questi lugubri sicari maledicenti, e i preti malvagi che li aizzano, riuscissero a concentrarsi almeno per pochi minuti al giorno su qualcosa che gli dà piacere e serenità, anche una cosa piccola, una cazzatina allegra, un dettaglio amabile: cambierebbe tutto. Dico per loro, mica per me.