Corriere della Sera, 19 aprile 2017
Il Giro dei cent’anni riscopre la maglia ciclamino
Nell’arcobaleno del Giro d’Italia cambia un colore: fuori il rosso, torna il ciclamino. È un bel ritorno al passato. Dal prossimo 5 maggio riappare il ciclamino sulla maglia di leader della classifica a punti, affiancando il rosa del leader classifica generale, l’azzurro del miglior scalatore e il bianco destinato al giovane più promettente.
La ciclamino (rimpiazzata dalla rossa tra 2010 e 2016) venne ideata dall’industriale Piero Belloni, vulcanico patron della Termozeta, che nel 1970 legò il nome della sua azienda di elettrodomestici a quella maglia per premiare i corridori più versatili e combattivi. Il principio di Belloni era democratico: se la maglia rosa sarà sempre appannaggio di pochi fuoriclasse, quella ciclamino deve poter essere contesa tra velocisti, scalatori, passisti, cacciatori di tappe. Per andare a caccia del primato bisognava (e bisogna) infatti accumulare bonus con la pazienza e la tenacia delle formichine, lottando ogni giorno anche per le posizioni di rincalzo. Vanno a punti i primi dieci-quindici arrivati sui traguardi conclusivi (più la tappa è facile più premia) e i migliori tre-otto di quelli «volanti» disposti lungo il tracciato dagli organizzatori.
La storia della ciclamino dimostra la sua versatilità. In 40 anni, per otto volte è stata conquistata dal vincitore del Giro, per venti da un velocista e in tutti gli altri casi da passisti o passisti-scalatori.
La premiata coppia Moser & Saronni vanta quattro vittorie a testa (di cui tre consecutive), Re Leone Cipollini ne ha realizzate tre assieme al belga De Vlaeminck e all’olandese Van Der Velde. L’albo d’oro è impreziosito da nomi di alto rango: da Merckx a Bitossi, da Bugno a Chiappucci, da Jalabert a Paolino Bettini, che le rese grandissimo onore per due anni consecutivi (2005 e 2006) scatenando l’inferno su ogni traguardo e diventando ancora di più beniamino del pubblico. Merckx (nel 1968, quando però la maglia era ancora rossa) fu il solo a conquistarla assieme a quella della classifica generale e di miglior scalatore. La maglia della classifica a punti è anche un richiamo alle origini del Giro che, all’esordio (1909), non prevedeva una graduatoria a tempo ma, appunto, basata sulla somma dei punti conquistati giorno per giorno.
Come nel 1970, la maglia ciclamino 2017 si lega al nome di una grande azienda italiana: la Segafredo-Zanetti. La multinazionale del caffè sponsorizza anche un importante team World Tour (Trek-Segafredo) che ha in organico uno dei più autorevoli candidati a conquistare questo simbolo del primato, il milanese Giacomo Nizzolo, leader della classifica a punti nel 2015 e 2016. Al rientro ieri al Giro di Croazia dopo un lungo stop per infortunio, il campione d’Italia ha colto un buon 5° posto nella volata vinta da Sacha Modolo. Ottimo viatico – se il recupero sarà completo – per poter indossare, magari già in Sardegna, la nuova-vecchia maglia del Giro d’Italia.