La Lettura, 16 aprile 2017
«La Divina Commedia» di Dante Alighieri. In viaggio nei tre regni dei morti. Dolore, redenzione, luce eterna
Nella primavera del 1300 a un uomo ancora vivo, né giovane né vecchio, è concesso di visitare i tre regni dell’aldilà. Si chiama Dante Alighieri, è di Firenze, è un poeta e un uomo di partito in esilio. Soprattutto, ha smarrito la sua strada, non sa più come vivere. Ma dal cielo l’anima di Beatrice, l’amata Beatrice, lo sorveglia e protegge, e impetra la grazia di questo viaggio per la sua salvezza.
Accompagnato dall’ombra di Virgilio, poeta venerato più di un padre, Dante vedrà la fossa destinata ai dannati in eterno, e la montagna dove coloro che sono salvati espiano le loro colpe. Strada facendo, ascolta molte storie dai morti. La sorte umana gli si squaderna davanti come un gran libro miniato.
L’ultimo tratto del viaggio, fino alla cima, alla guglia del Cosmo, lo fa con Beatrice. Gioia, luce inestinguibile, amore che governa il movimento delle stelle. Ma non c’è lingua umana che lo possa raccontare.