Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  aprile 16 Domenica calendario

«Le notti bianche» di Fëdor Dostoevskij. Lui s’invaghisce, lei ha un altro Finale con schegge di poesia

Pietroburgo è deserta. Tutti sono in campagna a festeggiare la primavera. Il protagonista, un uomo dai nervi deboli e dalla fantasia esasperata, ha 26 anni e vive solo. Si definisce un sognatore e nessuno l’ha invitato ad andare in gita. Non è mai stato con una donna ma ogni giorno s’innamora d’una lei immaginaria. Eccolo così girare per le strade in cerca d’amore e mistero. Questo usare la città come serbatoio di emozioni esistenziali ne fa un personaggio che potrebbe essere uscito dalle cucine letterarie del Novecento o persino del 2000. Una sera, in una luce che Ripellino definisce fosforica, incontra una brunetta in cappellino giallo e mantiglia nera. Ha 17 anni e ha già commesso qualche sciocchezza. Vive con la nonna, una cieca, che la tiene prigioniera attaccando la gonna di lei alla sua veste con uno spillone. Lui perde la testa e lei un po’ ci sta ma nella sua vita c’è un altro. Finale con spargimento di lacrime fra schegge di grande perché ingenua poesia.