Corriere della Sera, 15 aprile 2017
Made in China
MILANO Non è stata facile (dopo il rinvio di dicembre, ai primi di marzo sembrava che stesse saltando tutto), non è stata veloce (il Milan complessivamente è in vendita da due anni e mezzo), non è stata a poco prezzo (valutazione complessiva: 740 milioni di cui 220 per i debiti) ma la trattativa della vendita del Milan è andata in porto: si è chiusa ufficialmente, alle 14 di ieri, certificata dal notaio Giacomo Ridella, l’era, probabilmente impareggiabile, di Silvio Berlusconi. L’uomo che vende – e che ha segnato la storia del calcio mondiale – e l’uomo che compra – l’imprenditore cinese Yonghong Li – erano gli unici non presenti nello studio dei legali, teatro del passaggio di proprietà, affollatissimo (una quarantina di persone, impegnate anche a scattare foto e video al momento del brindisi). A firmare sono stati per una parte l’ad di Fininvest Danilo Pellegrino (accompagnato da Alessandro Franzosi, responsabile business development: i due hanno seguito tutta la trattativa) e per l’altra Li Han, il braccio destro (e operativo) del nuovo proprietario, arrivato assieme al nuovo ad Marco Fassone.
Berlusconi, che ha sempre ripetuto che «il Milan afferisce ai sentimenti e non agli affari», vive il momento con tristezza; il suo, attraverso una lunga nota, è un commiato non formale, mentre ringrazia l’amico di una vita Adriano Galliani, «l’infaticabile costruttore e motore del Milan» e avvia il futuro: «Lascio oggi, dopo più di trent’anni, la titolarità e la carica di presidente del Milan. Lo faccio con dolore e commozione, ma con la consapevolezza che il calcio moderno, per competere ai massimi livelli europei e mondiali, necessita di investimenti e risorse che una singola famiglia non è più in grado di sostenere. Rimarrò sempre il primo tifoso del Milan, la squadra che mio padre mi insegnò ad amare da bambino. Ai nuovi responsabili rivolgo l’augurio più cordiale e sentito di realizzare traguardi ancora più straordinari di quelli ottenuti da noi». Yonghong Li, che si preannuncia presidente pochissimo mediatico, per nulla interventista nelle scelte tecniche (il cambiamento non potrebbe essere più netto) e ben desideroso di lasciare la scena ai suoi manager, ha rilasciato poche dichiarazioni: «Grazie a Berlusconi per la fiducia e ai tifosi per la pazienza. Da oggi costruiamo il futuro, passo dopo passo torneremo sul tetto del mondo. Sono emozionato perché ho coronato un sogno». Per riuscirci, ha rischiato molto, mettendo in gioco parte del patrimonio personale e contraendo diversi debiti. Come si sa, l’affare è stato salvato tre settimane fa dal finanziamento ponte del fondo Elliott (assistito dallo studio legale 5Lex) che ha versato 303 milioni (180 per il closing), e che ha preteso una serie di garanzie anche nella governance.
La mattinata si è svolta in serenità anche se qualche rallentamento come da tradizione non è mancato, prima per un errore a Hong Kong, poi perché, attorno all’una, i funzionari lussemburghesi si erano assentati per il pranzo. Ma dal giorno prima era apparso chiaro, anche all’advisor di Fininvest Lazard, che i soldi questa volta erano stati raccolti tutti. Riepiloghiamoli: dopo i 250 milioni di caparre già versate, ieri sono arrivati 360 milioni nelle casse di Fininvest (270 per il closing, 90 per le spese di gestione dal 1° luglio a oggi) e altri 10 al Milan. Come ricorda il comunicato congiunto firmato da Fininvest e da Rossoneri Lux, «gli acquirenti hanno confermato l’impegno a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di Ac Milan». Per contratto, i cinesi dovranno investire nel club almeno 250 milioni in tre anni (100 sono stati versati ieri, assorbiti però quasi integralmente dalle spese di gestione).
Ieri sera, come previsto, si è svolta la cena ad Arcore: a tavola 12 persone (Berlusconi, la figlia Barbara, Galliani, i due manager Fininvest Pellegrino e Franzosi e un interprete a un lato; Yonghong Li e Li Han con le rispettive mogli,Fassone e un altro interprete dall’altro), a gustare il menu tricolore dello storico chef Michele.
Questa mattina i cinesi si presenteranno al mondo con una conferenza stampa (nella quale Yonghong Li terrà un discorso breve, composto più che altro di ringraziamenti), a cui seguirà l’assemblea dei soci, che sarà presieduta da Roberto Cappelli (l’avvocato già entrato nel cda con Fassone e Li Han) e non più da Galliani. Farà effetto, sarà il segno di un mondo nuovo.