Corriere della Sera, 15 aprile 2017
L’Italia esclusa a Cannes
A Cannes gli altri si abbuffano, l’Italia continua il digiuno. E non è un’edizione qualsiasi visto che è la numero 70: per il secondo anno consecutivo nessun film italiano in gara. Una situazione che pesa, visto che, tranne il 2000, 2007 e 2016, ci siamo sempre stati.
L’Italia c’è con la bellezza femminile: Monica Bellucci (madrina), Claudia Cardinale (nel manifesto del festival). Poi nella nobile sezione Un certain regard Sergio Castellitto con Fortunata e l’outsider Annarita Zambrano (romana, da anni residente a Parigi) con Après la guerre. Castellitto:«È un onore essere stato invitato, sentire Thierry Fremaux (il direttore artistico ndr ) citare Mamma Roma presentando il mio film, lo considero già un premio». E ringrazia la primattrice Jasmine Trinca e sua moglie Margaret Mazzantini, autrice del racconto da cui tutto muove: una giovane madre, forte e coraggiosa con un matrimonio fallito alle spalle, che ha il sogno di aprire un negozio di parrucchiera per conquistare la sua indipendenza, il suo diritto alla felicità.
Agli altri paesi esclusi che vogliono spiegazioni, Fremaux dà una risposta di circostanza, inciampando nella «grandeur» transalpina: «Cosa posso dire... l’India è un grande paese, l’anno scorso ricorda quanti ne avevamo? Zero anche nel 2016. Bé, la situazione è questa, ma grazie per la domanda». I film che si contenderanno la Palma d’oro sono 18. È il Festival grandi firme. Si comincia da Les Fantomes d’Ismaël del francese Arnaud Desplechin, con Mathieu Almaric, Charlotte Gainsbourg e Marion Cotillard. C’è il due volte vincitore Michael Haneke e il suo Happy End, l’altoborghesia annegata nell’egoismo, nella falsità e nell’infelicità, con Jean-Louis Trintignant e Isabelle Huppert, nel ruolo di una donna incurante dei rifugiati. Uno spelacchiato Louis Garrel interpreta Godard, il maestro della Nouvelle Vague, nel ‘68, in Le redoutable di Michel Hazanavicius: la tentazione del maoismo visto dai comignoli parigini ma soprattutto la sua storia anticonformista con Anne Wiazemsky, all’epoca sua moglie. Wonderstruck di Todd Haynes con Julianne Moore e Michelle Williams è la storia di due bambini sordi vissuti a 50 anni di distanza. La guerra civile USA intriga Sofia Coppola che in The Beguiled cala quattro assi: Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning e Colin Farrell. Kidman e Farrell li rivedremo nel thriller The killing of a sacred Deer di Yorgos Lanthimos, ma l’attrice stakanovista è anche in How to Talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell. Noah Baumbach porta The Meyerowitz Stories, con Dustin Hoffman, Ben Stiller e Adam Sandler. Tilda Swinton nel fantasy thriller Okja del sudcoreano Bong Joon-Ho.