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 2017  aprile 15 Sabato calendario

Massacra la moglie con 30 coltellate. «Ora vado dall’altra». E uccide l’amica

Al capo operaio, intorno alle 13, aveva detto che non sarebbe tornato al lavoro nel pomeriggio perché si sentiva poco bene. Soltanto un paio d’ore prima di compiere la strage che, probabilmente, progettava da giorni.
Francesco Marfisi, 50 anni, operaio di Ortona (Chieti), si è recato nell’abitazione dove risiedeva la ex moglie, Letizia Primiterra, 47 anni, e, dopo averla convinta a scendere, l’ha uccisa a coltellate – più di trenta – nell’androne. «E ora vado dall’altra», avrebbe urlato. È risalito in auto, ha guidato per cinque chilometri fino a contrada Tamarete, e qui ha ucciso con le stesse modalità anche l’amica del cuore della consorte, Laura Pezzella, 33 anni, da lui sospettata di essere il vero motivo della separazione avvenuta circa tre mesi fa.
Letizia, peraltro, aveva paura del coniuge e si era rivolta a un centro antiviolenza.
Due omicidi brutali, riferiscono gli inquirenti, avvenuti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, e hanno coinvolto anche la figlia 25enne della coppia, incinta, testimone della furia cieca del padre e ora ricoverata in stato di choc all’ospedale Bernabeo di Ortona.
Dopo aver ucciso la moglie e l’amica di lei, Marfisi è tornato sul luogo del primo delitto.
Forse con intenzioni ancora violente nei confronti di un’altra amica che ospitava Letizia. Ad attenderlo ha trovato però i carabinieri, che dopo averlo fermato hanno trovato nella sua auto due coltelli ancora imbrattati di sangue. La confessione è avvenuta poche ore dopo davanti al pm di turno.
«Siamo sconvolti – racconta Diego Di Benedetto, socio della Cogas, l’azienda in cui Marfisi faceva l’operaio – perché questa mattina era al lavoro come sempre e non avremmo mai immaginato un epilogo del genere. Era una persona normale, volenterosa. Ci aveva parlato dei problemi con la moglie, all’inizio era apparso anche rabbuiato, poi però con il trascorrere delle settimane aveva ripreso a comportarsi come prima».