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 2017  aprile 18 Martedì calendario

Bazar di alleanze a sinistra. Pd e Mdp in ordine sparso

ROMA «Qui a Carrara stiamo a servire gli gnocchi ai grillini». La battuta è amara. Significa che saranno i 5Stelle a festeggiare. Carrara “la rossa”, come già è accaduto a Livorno, alle amministrative di giugno rischia di regalare il sindaco a Grillo. Qui i bersaniani di Mdp-Articolo 1 presenteranno un loro candidato Andrea Vannucci, il vice sindaco che si dimise dopo l’alluvione, e forse il loro simbolo, anche se nel voto dei campanili la regola dei demoprogressisti è: niente simbolo, solo liste civiche. Il Pd punta su Andrea Zanetti, mentre l’ex socialista Gianenrico Spediacci corre da solo. Però Vannucci contesta l’uso del simbolo al candidato Zanetti. Ha annunciato: «Per bloccare l’uso del simbolo del Pd gli faccio causa». Una campagna elettorale a colpi di carte bollate. Tanto può bastare per scoraggiare il più fedele degli elettori del centrosinistra.
A Palermo meno simboli di partito ci sono e meglio è. Nella capitale siciliana si ricandida Leoluca Orlando con il patto che il Pd è meglio che non appaia. Infatti i Dem stanno in una lista “Democratici e Popolari” con gli uomini di Alfano e D’Alia, mentre il “coraggioso” (dal nome della sua lista) Fabrizio Ferrandelli, un tempo sodale di Orlando, gli si è candidato contro, grazie alla regia di Totò Cuffaro. I demoprogressisti appoggiano anche loro Orlando, sparsi in liste civiche.
Le amministrative sono un gran bazar per il centrosinistra. Uniti a volte, divisi spesso. A Pistoia Samuele Bertinelli è il sindaco uscente e ricandidato. Nasce bersaniano, è rimasto nel Pd, i renziani lo apprezzano e i demoprogressisti non possono fargli mancare il loro appoggio. Così a Lucca, dove tutti insieme sostengono il ricandidato Alessandro Tambellini. Scissionisti bersaniani e Pd hanno stretto un patto a Genova per Gianni Crivelli. La partita non sarà facile già di per sé, ammette l’Mdp Davide Zoggia. Dalla Campania chiedono di misurarsi con il simbolo di Articolo 1. Ma per Bersani è ancora prematuro.
A Padova Flavio Zanonato, l’ex ministro ora demoprogressista, si smarca dai suoi. Mdp deciderà chi appoggiare nella corsa a sindaco nell’assemblea di venerdì, ma punta su Arturo Lorenzoni, il docente che sfida sia i Dem che la Lega in una Coalizione civica che vanta 1.700 iscritti (contro i poco più di 700 tesserati del Pd). Zanonato ha una amicizia personale con il candidato pd Sergio Giordani. A Verona si fronteggiano a sinistra l’ex presidente di Legambiente, Michele Bertucco e la dem Orietta Salemi.
E a Piacenza, la città di Pierluigi Bersani, ancora confusione sotto il cielo. La parola d’ordine che l’ex segretario del Pd ha lanciato è: evitare rotture. Ma di fatto i demoprogressisti hanno pensato a un candidato loro con il loro simbolo qui eccezionalmente in campo, Francesco Cacciatore, ex vicesindaco. Sono tuttavia tentati da un accordo a sostegno dell’indipendente Paolo Rizzi, docente universitario, appoggiato dal Pd.
Al Sud la musica non cambia. A Catanzaro i demoprogressisti sono schierati con Nicola Fiorita, il presidente Slow Food Calabria che raccoglie un ampio consenso, mentre il Pd presenta Enzo Ciconte. Capitolo Sardegna. D’Alema è andato fino a Selargius in provincia di Cagliari a suggellare l’alleanza di centrosinistra Mdp-Pd con il candidato sindaco Francesco Lilliu.