La Stampa, 18 aprile 2017
Le confessioni di Henry: «Boxe e terapia per affrontare la morte di mia madre Diana»
Il principe Harry ha rivelato di aver dovuto ricorrere all’aiuto di uno psichiatra per superare il trauma della morte della madre Diana, avvenuta il 31 agosto 1997 in un incidente d’auto a Parigi. Harry aveva 12 anni e da allora aveva completamente rimosso ogni ricordo della madre. «Credevo – ha detto – che pensare a lei non l’avrebbe riportata in vita, ma avrebbe solo reso più profondo il mio dolore». Harry ha confessato che questo chiudersi in se stesso, ricacciando dentro ogni emozione, l’ha portato sull’orlo del crollo psicologico e lo ha reso più aggressivo: aveva spesso l’impulso di prendere a pugni qualcuno e ha accettato il consiglio di praticare un po’ di boxe, scaricando così sul ring ogni istinto violento.
Harry ha parlato per la prima volta della morte della madre con Bryony Gordon, una giornalista del Daily Telegraph che pubblicherà un podcast intervistando altri personaggi famosi, tutti vittime di traumi familiari che hanno rischiato di portarli alla pazzia. Il principe, che patrocina con il fratello William e la cognata Catherine «Heads together», un’associazione per la salute mentale, ha sottolineato come aprirsi a qualcuno, anche solo a un amico, sia la medicina migliore per chi ha disturbi psichici. Ieri il sito web del Telegraph è stato inondato di mail di lettori che lo ringraziavano ed elogiavano il suo coraggio per avere parlato apertamente di un tabù: i propri disturbi mentali. Erano tutte persone che avevano perso i genitori, la moglie o il marito ed erano passate attraverso lo stesso tipo di trauma.
Il «caos totale»
«Perdere la mamma a 12 anni e nascondere poi le mie emozioni per gli ultimi vent’anni – ha rivelato il figlio minore di Carlo e Diana – ha avuto un effetto non solo sulla mia vita personale, ma anche sul mio lavoro. In molte occasioni sono stato vicino a un crollo completo». Harry ha confessato di avere passato due anni di «caos totale», prima che William lo convincesse recentemente a ricorrere all’aiuto di un professionista: «Mio fratello mi ha salvato», ha ammesso. Alcuni amici gli hanno anche consigliato di frequentare una palestra di pugilato per scaricare l’aggressività. «È stato utile – ha detto –. Quando senti la voglia di prendere a pugni qualcuno è meglio se il suo viso è protetto da una imbottitura».
Harry ha rivelato di essersi sentito spesso in forte disagio quando partecipava a eventi istituzionali come membro della Royal Family. Provava un desidero di andarsene, o di esplodere in uno scatto d’ira. Bryony Gordon gli ha chiesto se i suoi disturbi psicologici fossero dovuti anche ai mesi trascorsi come soldato in Afghanistan. «No – ha risposto –, non sono uno di quelli che ha visto il suo migliore amico saltare in aria vicino a lui o che ha dovuto applicarsi lacci emostatici a entrambe le gambe. Sono stato fortunato: grazie a Dio non sono uno di questi». Il principe dedica molto del suo tempo all’assistenza ai reduci britannici e ha creato la Fondazione degli Invictus Games, che organizza in tutto il mondo gare tra i mutilati di guerra.
Madre e figlio
È impossibile non notare quanti punti in comune Harry abbia con Lady Diana. Anche lei aveva perso la madre Frances da bambina, perché se ne era andata a vivere con un altro. Anche lei non sopportava gli appuntamenti istituzionali, anche lei aveva fatto ricorso a uno psicologo e anche lei si prodigava nell’assistenza ai meno fortunati. Harry dice nell’intervista di avere scoperto quante persone si trovino nelle sue stesse condizioni. «Bisogna reagire – ha raccomandato – perché si diventa un problema non solo per se stessi, ma anche per chi sta intorno a te. Io per vent’anni sono stato un problema». I tabloid londinesi hanno molto parlato di lui per le foto in cui compariva nudo, per le feste in cui indossava una divisa nazista, per le risse fuori dai pub, ignorando i problemi nascosti dietro a questi comportamenti. «Bisogna trovare la persona giusta con cui dialogare – dice oggi Harry –. Anche solo sedersi davanti a un caffè e dire “Ho avuto una giornata di m***a, posso parlartene?” è di grande aiuto».
Spiace per la regina Elisabetta, ma pare proprio che da ieri non sia più lei l’esponente più amato della famiglia reale.